Genovese jr sbanca e consegna la Regione a Musumeci

Con due terzi delle sezioni scrutinate e il vantaggio del candidato del centrodestra Nello Musumeci ormai consolidato, è possibile cominciare a tracciare una geografia del voto 

PALERMO – Con due terzi delle sezioni scrutinate e il vantaggio di Nello Musumeci ormai consolidato, è possibile incominciare a tracciare una geografia del voto per provare a capire dove si sia realizzata davvero la vittoria.

Come mostrano i risultati delle liste nei singoli collegi, l’aspirante governatore del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri strappa all’avversario, al momento, cinque provincie su nove. Tra le conquiste di Cancelleri la piccola Enna, mentre è testa a testa a Caltanissetta, dove il pentastellato prevale per uno “zero virgola”. Ma se il conto generale dei voti pende decisamente a favore di Musumeci, lo si deve principalmente a Messina e Catania.

Se alle pendici dell’Etna il successo dell’ex Presidente della Provincia era quasi scontato, a sorprendere è il dato messinese. Dove, complice il calciomercato svolto da Forza Italia, il candidato del centrodestra travolge quello del M5s arrivando a doppiarlo. Con 358 sezioni scrutinate su 780 totali, Nello Musumeci ottiene il 51,4% di consensi personali, staccando Cancelleri, fermo al 25,2%, di oltre trentamila voti. E non sarà un caso che nella città dello Stretto Forza Italia ottenga il 24,7%, conquistando il primato assoluto tra le liste di centrodestra ma anche rispetto ai Cinque Stelle.

Viene naturale attribuire gran parte del risultato alla candidatura di Luigi Genovese, figlio del deputato Francantonio, già deus ex machina del Partito Democratico siciliano transitato in Forza Italia a seguito delle note vicende giudiziarie. Sin dalla campagna elettorale la scelta di candidare Genovese era stata ampiamente criticata e il giovane studente di giurisprudenza era stato inserito nella lista dei cosiddetti “impresentabili”. Il commissario regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché aveva rivendicato la scelta di candidare il giovane, definito “sveglio e in gamba”.

Ma soprattutto portatore di un pacchetto di preferenze, quelle del padre, che pesano abbondantemente sul risultato regionale. Basti pensare che nel 2012 il PdL in provincia di Messina aveva ottenuto poco meno del 12%, mentre il Pd aveva contato alla fine dei giochi il 19%. All’epoca candidato con i dem c’era anche l’ex deputato regionale Franco Rinaldi, zio di Luigi, che aveva portato a casa ben 18.664 voti. Una valanga di preferenze riconducibili al potente cognato, che secondo i pronostici – confermati dalla distribuzione del voto – dovrebbero passare al rampollo di Francantonio in questa tornata elettorale.

Negli oltre trentamila voti di stacco tra Musumeci e Cancelleri in provincia di Messina, insomma, ci sarebbe ben più che lo “zampino” della famiglia Genovese. Se e come i voti per il presidente coincideranno con quelli per il deputato saranno le prossime ore a chiarirlo. Dai primi dati disponibili, pare che il candidato di Forza Italia abbia conquistato oltre 17mila preferenze personali. In questa fase tutto resta in forse. Ma è più che lecito fare “due più due” e stabilire che in questa vittoria di Musumeci, il voto di Luigi Genovese, ovvero quello del padre, sia stato determinante.

E pazienza se in campagna elettorale Musumeci aveva rivendicato la propria estraneeità dalle logiche di partito, affermando di aver “subìto” la candidatura di Genovese jr. I fatti dicono che con quella candidatura Musumeci governerà. E una delle più potenti famiglie dell’aristocrazia politica siciliana continuerà a proiettare la propria influenza sulla Regione Siciliana per altri cinque anni.

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