PD verso Micari, Berlusconi tentato da Armao

Una giornata di illusioni, quella di ieri, sul fronte del toto candidature di centrosinistra e centrodestra, ancora lontani dall’aver trovato il nome

micari

PALERMO – E’ stata una giornata di illusioni, quella di ieri, sul fronte del toto candidature di centrosinistra e centrodestra. Gli schieramenti sembrano ancora lontani dall’aver trovato il proprio uomo per la corsa a Palazzo d’Orleans. Per qualche istante ieri il cavallo vincente sembrava essere stato individuato: il Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari trovava la quadra tra Partito Democratico, Alternativa Popolare e orlandiani, portando qualche giornale a parlare di “accordo fatto” e partita chiusa; nelle stesse ore ad Arcore veniva ribadita la fiducia di Berlusconi in un altro accademico, il professor Gaetano Armao, con una chiusura decisa del Cavaliere su Nello Musumeci. Come già accaduto con altri mondi – in primis con la giustizia – la politica chiede uomini e credibilità al mondo universitario. Anche quella siciliana, che ieri sera però è andata a letto senza la certezza né sul nome di Micari né su quello di Armao, allungando il conto dei giorni perduti di questa campagna elettorale.

Non che vi siano ostacoli insormontabili per nessuno dei due. Sul Rettore dell’Ateneo palermitano si registra una spaccatura con Sinistra Italiana e Articolo 1. Per SI l’asse Pd-Alfano su Micari rappresenta in Sicilia la continuità di un sistema di potere, e l’unica intesa possibile è quella con i bersaniani. Una frattura a sinistra che il Partito Democratico farebbe bene a considerare, malgrado l’accordo con AP sia stato suggellato da Matteo Renzi in persona – pare – ieri pomeriggio nel corso di una telefonata. Nulla di definitivo, insomma, sul fronte del centrosinistra: per alcuni manca soltanto l’ufficialità al nome del candidato proposto dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando – che si afferma come big player dell’operazione – per altri le cose potrebbero essere più lunghe e la partita ancora aperta. Anche considerando che restano in campo altre due candidature importanti d’area, quella del presidente uscente Rosario Crocetta e quella dell’editore Ottavio Navarra. Che allo smarcamento di SI e Art.1 dal PD sarebbero particolarmente interessati.

Momenti di indecisione anche nel centrodestra. Intendendo con questa parola Silvio Berlusconi e lo stato maggiore di Forza Italia in Sicilia. Il Cavaliere è dilaniato dai dubbi sul nome da appoggiare per la corsa a Palazzo d’Orleans e su quale convergenza puntare per non disperdere il voto moderato. Malgrado le dichiarazioni rese alla stampa, il Cav è perfettamente consapevole della valenza nazionale delle elezioni in Sicilia a partire dalla sospirata “unità del centrodestra”. Tre parole ripetute come un mantra e rese difficili dal posizionamento di Fratelli d’Italia a fianco di Musumeci e dalle bizze continue di Noi con Salvini che minaccia di correre in solitaria in caso di mancato accordo con i moderati.

Ma su Musumeci i dubbi di Berlusconi sarebbero ormai più che concreti. L’ex Presidente della Provincia di Catania, stimato dal Cavaliere che lo portò anche al Governo nazionale, è alla terza candidatura alle Regionali e pur potendo contare su un consistente zoccolo duro il suo potenziale politico sarebbe ormai bruciato. Sarebbe questo il ragionamento fatto dalle parti di Arcore. Mentre il professor Armao rappresenterebbe una novità ma la sua scelta potrebbe innescare l’ennesima crisi. “La vittoria è alla nostra portata, i nomi sul tavolo restano quelli di Armao e di Musumeci”, ha detto intanto in serata il commissario regionali di FI Gianfranco Micciché. La partita dei nomi per le Regionali 2017, insomma, vede finalmente qualche novità. Anzi no.

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