Micari uguale Biundo uguale Genovese

Il nome dell’assessore designato da Micari alle Attività produttive compare nelle carte del più celebre processo sulla Formazione siciliana, quello sui “Corsi d’Oro” culminato con la condanna dell’ex segretario regionale del PD. Ecco cosa diceva a Lamacchia e company

PALERMO – Il candidato alla Presidenza della Regione del centrosinistra Fabrizio Micari ha presentato ieri pomeriggio i primi quattro nomi della squadra che comporrebbe il suo Governo in caso di vittoria.

Il Rettore dell’Università di Palermo ha annunciato la riconferma di Alessandro Baccei come Assessore al Bilancio e la scelta di Emiliano Abramo della comunità di Sant’Egidio alle Politiche sociali, dell’esperto di formazione Giuseppe Biundo alle Attività produttive e della scrittrice Giuseppina Torregrossa alla Cultura.

Nomi importanti, quelli messi in campo dal candidato dem, che ha rivendicato la scelta di personalità con una solida esperienza nei rispettivi campi d’azione. Una scelta che appare fin troppo efficace, sopratutto concentrandosi sul curriculum di uno dei quattro. Parliamo di Giuseppe Biundo, designato alle Attività produttive, imprenditore di Cinisi, titolare di un birrificio e attivo nel settore della formazione privata.

Biundo è descritto come un fedelissimo del Sottosegretario alla Salute Davide Faraone, con cui condivide una storia politica che parte dalla candidatura del 2009 all’Assemblea nazionale del PD, in lista con Bersani. Proprio lui sarebbe il favorito di Faraone alle Regionali, e suo rappresentante nell’eventuale Governo Micari.

Ma Biundo rappresenta anche dell’altro. Come si diceva, l’imprenditore è attivo nell’ambito della formazione privata. Attività che lo ha portato a comparire nelle carte del più celebre processo sulla formazione, quello sui “Corsi d’Oro” a carico dell’ex segretario regionale del PD – oggi Forza ItaliaFrancantonio Genovese. Biundo, non indagato nel procedimento, è citato a più riprese nell’Ordinanza di Custodia cautelare a carico dell’onorevole messinese.

Il nome dell’aspirante Assessore alle attività Produttive vi compare 97 volte, in relazione all’acquisizione dell’Enfap Sicilia – storico Ente della formazione professionale, con circa 500 dipendenti – “nella galassia di formazione riconducibile all’on. Genovese”. A trattare la pratica sono alcuni collaboratori del deputato, con i quali Biundo si relaziona: “Già il 12 maggio 2012 Biundo Carmelo si sentiva con Lamacchia Salvatore – annotano gli inquirenti – La conversazione, sebbene non sia chiaro il riferimento alla vicenda Enfap, appare ulteriormente confermare l’esistenza di una gestione unitaria dei vari enti”.

 

Lamacchia, già amministratore delegato dell’AtoMe3 e poi dirigente esterno presso il Dipartimento formazione professionale, nella segreteria del defunto assessore regionale Mario Centorrino, è uno degli uomini chiave dell’inchiesta, condannato a due anni (pena sospesa) nel primo grado del processo che lo scorso 23 gennaio ha inflitto 11 anni all’ex deputato PD. Con costui Biundo parla dell’acquisizione dell’Enfap, utilizzando un linguaggio quantomeno confidenziale: “C’è… devo dirti il clima … familiare che non mi entusiasma…”, dice Biundo a Lamacchia. I due dialogheranno a più riprese e si vedranno per perfezionare l’acquisto dell’ente di formazione.

E’ lo stesso Biundo a prospettare la necessità di un incontro con Genovese in vista della chiusura dell’operazione: “Il Biundo suggeriva che, per quanto problematico con le scadenze, la conclusione dell’operazione venisse differita, onde permettere al Genovese di intervenire”. L’incontro si svolge qualche giorno dopo, alla presenza del deputato PD. Al termine del vertice, registrano gli inquirenti, “Biundo chiedeva quali impressioni il Lamacchia avesse tratto, dicendosi perplesso dell’intenzione – evidentemente manifestata dal Genovese – di coinvolgere il Sauta nell’operazione, personaggio che egli riteneva foriero di danni”.

Il riferimento è a Elio Sauta, ex consigliere comunale a Messina e gestore dell’Aram, condannato in primo grado a sei anni e sei mesi nel primo filone del processo e a sette anni e sei mesi nel secondo. “Io sono positivo, tranne quella cosa di… di Sauta…”, dice Biundo intercettato dagli inquirenti. “Il fatto che lo vuole coinvolgere?”, risponde Lamacchia riferendosi al deputato. “Già… minchia… perchè lui, io lo capisco che lo fa per tenerselo buono, però…. quello poi scassa la minchia… non è che è un problema…”. Malgrado tutto l’acquisizione va avanti con la sostituzione dei soci Enfap con quelli che gli inquirenti ritengono prestanome di Genovese. 

“La vicenda descritta del controllo dell’Enfap Sicilia, per quanto in sé priva, allo stato, di risvolti penali, appare assolutamente emblematica di un certo modo di operare – riassumono gli inquirenti – non esiste alcun dubbio in ordine al fatto che il controllo dell’ente sia stato acquisito direttamente dal Genovese; così come appare pacifico che, per arrivare a tale scopo, lo stesso sì sia avvalso dell’opera di una serie di soggetti (Lamacchia, Biundo, Gallo, ecc.) i quali hanno agito costantemente e docilmente sotto le sue direttive”.

Uno di costoro potrebbe adesso diventare Assessore regionale alle Attività Produttive con Micari presidente.

 

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