Micari non convince: tutti i dubbi sul Rettore

Democratici e centristi hanno ribadito la candidatura dell’accademico. Ma dentro lo schieramento sono in tanti a reputare la scelta incomprensibile

Micari

PALERMO – Doveva essere il candidato del rilancio, il protagonista della riscossa siciliana del PD di lotta e di governo dopo i cinque anni di Rosario Crocetta. Ma su Fabrizio Micari – Rettore dell’Università di Palermo, lanciato per Palazzo d’Orleans da Leoluca Orlando con l’assenso dei dem siciliani e dello stesso Matteo Renzi – a sessanta giorni del voto i dubbi paiono tutt’altro che risolti.

Certo, democratici e centristi hanno ribadito la candidatura, forti del ritiro di Rosario Crocetta e fiduciosi nelle “liste dei territori” del sindaco di Palermo, in via di composizione (si mormora che nel collegio di Agrigento possa esservi Silvio Cuffaro, ma a dire il vero la voce circola in quasi tutti i partiti, da Forza Italia al movimento di Sgarbi). Ma sull’accademico aspirante governatore pendono seri dubbi di incandidabilità, legati al ruolo del Rettore presso il Policlinico Universitario di Palermo. Dentro e fuori il PD non sono pochi ad essere preoccupati per la sua candidatura, e turbati dall’esito dell’azzardo.

Per parte sua l’accademico – da ieri “in aspettativa” dall’Università – ostenta sicurezza: “Lavorerò per far conoscere la mia candidatura, la mia persona, la mia esperienza dentro l’Università che è la più grande azienda siciliana – ha detto Micari in un’intervista a La Stampa – Io rappresento una vera novità rispetto ai concorrenti. Mi attendono due mesi di incontri con i siciliani, di ascolto e di proposte. Gli elettori sfiduciati devono sapere che c’è ancora una speranza, una possibilità di cambiamento”. Nessun dubbio sull’essere l’uomo giusto per perseguire un obbiettivo così ambizioso: “Io ci credo profondamente. Potevo starmene tranquillo a fare il lavoro che amo, ma voglio continuare a farlo in modo diverso, con una coalizione che deve allargarsi quanto più possibile. Ringrazio il presidente Crocetta che con generosità ha dato la sua disponibilità a lavorare insieme. Spero che anche Fava, Mdp e Sinistra italiana ci ripensino”.

Gia, Fava e la sinistra. Nelle scorse ore il Vicepresidente della Commissione nazionale antimafia ha ufficializzato la sua candidatura senza chiudere ad un confronto al PD: “Sono pronto a misurarmi anche con le primarie, purché non ci sia Alfano – aveva detto Fava al Corriere della Sera Dire di volere cambiare rotta imbarcando Crocetta e Alfano sono ossimori che in politica puoi spiegarti nel chiuso delle stanze dei partiti, non puoi farli capire alla gente”. Difficili le primarie, dunque. Nella serata di martedì era circolata persino l’ipotesi di un ticket tra Micari e Fava, sebbene l’opzione sembri a questo punto assai poco probabile. Ieri il deputato ha aperto la campagna elettorale a Messina insieme al leader di Articolo Uno Massimo D’Alema.

La sfida interna sarà tra il Rettore e il parlamentare, insomma. La conta dei voti e l’analisi dei flussi saranno fondamentali per inquadrare le responsabilità politiche all’indomani del 5 novembre. Quando gli ideatori dell’opzione Micari a Palermo e a Roma dovranno spiegare al Partito Democratico, ma sopratutto agli elettori, i motivi di una scelta che risulta a molti incomprensibile. 

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  • Ma perchè non hanno candidato Abramo? Ha rifiutato lui o lo hanno trombato? Siamo persi!

  • il cittadino Micari ha tutto il diritto di candidarsi, e’ tutelato dall’art. 51 della Costituzione.
    Essendo rettore in carica dell’Universita’ statale di Palermo e rappresentante legale, l’Universita’ deve tempestivamente adottare una procedura di blindatura istituzionale con esercizio sostitutivo temporaneo dei poteri rettorali previsti dallo statuto, per impedire potenziali ingerenze politiche ed elettorali che violano l’autonomia, e l’essenza dell’Universita’ statale di Palermo, ente della Repubblica, al servizio esclusivo della Nazione, alla luce della Costituzione.
    Si crea un precedente che concede ai rettori delle universita’ statali e ad altri Organi di vertice di enti statali in carica, di partecipare alle competizioni elettorali, trasformando enti della Repubblica regolate dalla Costituzione e dalle leggi, in potenziali comitati elettorali.
    Bisogna immediatamente normare e blindare le Universita’ statali e in generale gli enti dello Stato, e consentire al cittadino Micari di candidarsi liberamente per la presidenza della regione siciliana.

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