Migranti, 6 cadaveri a Catania. E domani nuovo sbarco del Moas

Sulla “Phoenix” della Ong maltese viaggiano 394 persone e la salma di un ragazzo

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CATANIA  – Le polemiche sollevate dalle affermazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sui presunti rapporti tra alcune Ong e gli scafisti, non fermano l’arrivo di migranti migratoria dalle coste della Libia.

Questa mattina è giunta nel porto del capoluogo etneo la nave “Prudence”, l’imbarcazione di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere, con a bordo i corpi di sei migranti, cinque donne e un uomo, recuperati nei giorni scorsi nel mare Mediterraneo. Indagini sono state avviate dalla squadra mobile della polizia di Stato, coordinate dalla locale Procura Distrettuale.

Domani sempre a Catania, con approdo stimato alle 7, è previsto l’arrivo di nave Phoenix di Moas, con 394 migranti recuperati ieri nel Mediterraneo Centrale. A bordo anche la salma di un ragazzo trovato morto su un gommone.

“Le operazioni di soccorso di ieri sono state svolte sotto il coordinamento del Mrcc della Guardia Costiera di Roma, ed hanno visto la collaborazione di diverse Ong presenti nell’area”, scrive in una nota Moas, proprio l’Ong sul cui operato il capo della magistratura inquirente etnea ha sollevato dubbi e perplessità anche nel corso della sua audizione di due giorni fa davanti alla Commissione Difesa del Senato.

Molte degli interrogativi posti dal procuratore Zuccaro non hanno trovato risposta da parte dei rappresentanti del Moas, sentiti ieri dall’organismo di palazzo Madama. 

Zuccaro potrebbe essere chiamato a spiegare al Csm le sue parole, ma, almeno per ora, non corre il rischio di un trasferimento d’ufficio. Intanto l’organo di autocontrollo della magistratura ha assicurato “ogni sostegno possibile” al procuratore, perchè le sue indagini “possano svolgersi con la massima efficacia e celerità”.

Infine, il capo della Procura della Repubblica di Catania sarà sentito il prossimo 9 maggio dalla Commissione nazionale Antimafia, anche alla luce delle dichiarazioni rese davanti la Commissione Difesa del Senato sugli appetiti che la mafia nutrirebbe sul business dell’accoglienza.

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