Migranti, Commissione Difesa rilancia l’agenda Zuccaro sulle Ong

I senatori chiudono il fascicolo condividendo le proposte lanciate dal Procuratore di Catania per far chiarezza sulle organizzazioni

ROMA – Oltre un mese di lavori, quasi venti ore di audizione, decine di rappresentanti delle Ong di mezza Europa ascoltati, insieme ad autorità militari e giudiziarie italiane.

Dopo le polemiche delle scorse settimane – sollevate dalle dichiarazioni del Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che aveva denunciato zone d’ombra nel lavoro di alcune organizzazionila Commissione Difesa chiude il proprio fascicolo aprendo di fatto la discussione istituzionale sul ruolo delle Ong nella gestione della crisi migratoria. E stando al documento approvato ieri, tale discussione partirà proprio dall’agenda Zuccaro.

Nel corso delle audizioni tenute negli ultimi due mesi presso varie sedi istituzionali il Procuratore aveva sollevato diverse perplessità. L’eventualità di contatti tra la terraferma libica e le navi delle organizzazioni; la possibilità che le medesime sconfinassero in acque libiche disattivando i trasponditori; l’abbondanza di mezzi a disposizione delle Ong e la poca trasparenza dei loro bilanci; il fatto che molte navi in uso alle organizzazioni battano bandiera di Paesi non collaborativi con l’autorità italiana.

Per far fronte a questa situazione il magistrato aveva proposto alcune misure. “Credo che sia necessario un intervento minimo ma importante da parte del Legislatore per aiutarci a portare avanti le operazioni, per esempio permettendo la presenza di ausiliari di Polizia Giudiziaria a bordo delle navi”, aveva detto lo scorso 3 maggio proprio davanti alla Commissione Difesa.

Una misura condivisa dai senatori, quella sulle unità di Pg a bordo: Sarebbe opportuno adeguare l’ordinamento italiano o comunque prevedere modalità operative tali da consentire l’intervento tempestivo della polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio da parte delle organizzazioni non governative”, scrivono nella relazione i membri della Commissione. Tornando poco dopo su un altro punto ampiamente sottolineato da Zuccaro, quello dei contatti telefonici tra terraferma libica e Ong: “Parallelamente, occorrerebbe potenziare la forza e gli strumenti investigativi, favorendo ad esempio l’intercettazione dei telefoni satellitari”.

La Commissione chiede poi maggiori controlli per le Ong, questione anch’essa più volte ribadita da Zuccaro. Le navi “dovranno conformarsi ad obblighi e requisiti che le abilitino allo svolgimento di tali compiti”, né ad esse potrà essere permessa “la creazione di corridoi umanitari, trattandosi di un compito che compete esclusivamente agli Stati e alle organizzazioni internazionali o sovranazionali”. Fondamentale poi il controllo sui finanziamenti delle organizzazioni, al momento piuttosto carente: “Si dovranno adottare disposizioni che obblighino le Ong interessate a rendere pubbliche nel dettaglio le proprie fonti di finanziamento“.

Polizia giudiziaria a bordo delle navi, intercettazioni sui telefoni satellitari, maggiori controlli tecnici e logistici, accesso completo ai bilanci delle organizzazioni. Nel documento licenziato ieri al Senato, come si vede, c’è tutto ciò che il Procuratore di Catania va affermando da settimane, trovandosi al centro di polemiche inopportune per la qualità dell’uomo e l’importanza del suo lavoro.

Sarà il tempo a dire se e come il lavoro della Commissione Difesa si tradurrà in azione legislativa. La battaglia per la verità lanciata da Zuccaro trova intanto un primo atto istituzionale a supporto. Ma occorre far presto perché alle parole seguano i fatti, con l’estate incombente ed altre migliaia di uomini in arrivo sulle nostre coste.

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