Migranti, due nuovi naufragi nel Mediterraneo: i morti sarebbero 200

Le tragedie avvenute nelle ultime ore al largo delle coste libiche

CATANIA – Sarebbero circa 200 i migranti morti in due naufragi avvenuti nelle ultime 24 ore al largo delle coste libiche.

Sul primo naufragio indaga la Procura di Ragusa. Grazie alle testimonianze dei 40 superstiti del gommone ribaltatosi, portati poi a Pozzallo, la polizia  ha individuato e fermato uno scafista somalo mentre altri tre sospettati sono sottoposti ad accertamenti.

I superstiti hanno raccontato di essere rimasti in acque per ore prima di essere socsorsi dal mercantile “Alexander Maersk” sul quale erano stati nel frattempo trasbordati altri 293 migranti siriani, marocchini e centroafricani. Alcuni cadaveri sono stati recuperati da un’altra nave impegnata nei soccorsi.

Dalle testimonianze raccolte dagli investigatori emergono dettagli sulle nuove modalità di viaggio imposte dai trafficanti di uomini ai migranti. “Gli scafisti ci hanno seguito a bordo di un altro gommone, a un certo punto, accostando, hanno staccato il motore del nostro gommone e ci hanno lasciato alla deriva. Eravamo in 120 a bordo e poco dopo, mentre la gente si agitava, si è rotto il fondo dell’imbarcazione e il gommone si è capovolto. Sono annegati almeno in 80 e tra loro anche uno degli scafisti”.

Nel secondo naufragio, come rende noto l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) sulla base del racconto di un superstite, sarebbero morte 113 persone. I migranti viaggiavano su un gommone che dopo poche miglia di navigazione è affondato al largo di Az Zawiyah. La Guardia costiera libica è riuscita a trarre in salvo appena sette persone, sei uomini e una donna.

Nelle ultime 48 ore, grazie alle favorevoli condizioni meteo, nei porti siciliani e calabresi sono arrivati 2.120 migranti. Stamattina, nel porto di Catania è approdato il pattugliatore d’altura della Marina militare “Sirio” con bordo 541 persone.

Il flusso di migranti è destinato a restare sostenuto anche nelle prossime ore, visto che nell’ultimo fine settimana, come ha verificato l’Unhcr, oltre seimila persone hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere le coste italiane.

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