Gommone di migranti affonda al largo della Libia, i superstiti: “Più di cinquanta le vittime”

I 59 sopravvissuti sono sbarcati ieri nel porto di Pozzallo dalla “Sea Sealth” con a bordo anche 5 cadaveri tra cui un bimbo di due anni e mezzo annegato davanti agli occhi della madre 

 

POZZALLO (RAGUSA) – Potrebbero essere oltre cinquanta i migranti morti del naufragio di un gommone avvenuto lunedì scorso a circa trenta miglia dalle coste della Libia. I 59 superstiti, originari del centro Africa, sono sbarcati ieri nel porto di Pozzallo, nel ragusano, a bordo della nave “Sea Sealth” sulla quale viaggiavano anche cinque cadaveri, tra cui quello di un bambino di appena due anni e mezzo morto annegato davanti agli occhi della mamma. La donna era partita da sola con il figlioletto. Il marito aveva raggiunto l’Italia mesi fa. La donna, che poi ha dovuto riconoscere ufficialmente il figlio, è stata affidata ad una struttura protetta.

Dalle indagini della Squadra mobile di Ragusa è stato accertato che il natante, con a bordo 145 persone, era partito dalle Libia e che giunto in acque internazionali ha cominciato a imbarcare acqua. Dopo poche decine di minuti il gommone semi sommerso è stato avvistato da un elicottero della Marina Militare che ha lanciato l’allarme. Sul posto per i soccorsi sono intervenute due unità navali, una motovedetta libica e la nave “Sea Watch”.

Molti migranti all’arrivo dei soccorritori erano già annegati, una trentina sono stati soccorsi dalla motovedetta libica, mentre altri sono stati fatti salire sulla “Sea Watch”. Dalle testimonianze dei superstiti è emerso che ciascun migrante ha pagato circa 400 dollari per affrontare la traversata. La Polizia sta indagando per individuare lo scafista e sta effettuando il riconoscimento dei 4 cadaveri attraverso i migranti sopravvissuti  che sono assistiti da un team di psicologi e nelle prossime ore saranno trasferiti nei centri individuati dalla Prefettura di Ragusa.

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