Migranti, naufragio del 14 gennaio: “Le persone annegate sono circa 180”

E’ quanto sostiene Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr

Si teme un bilancio pesantissimo in termini di vite umane nell’ultimo naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia lo scorso 14 gennaio. Secondo quanto scritto su Twitter dalla portavoce dell’Unhcr, Carlotta Sami, “sono circa 180 le persone annegate dopo ore in mare aperto, al gelo” nell’ultima tragedia che si è consumata a trenta miglia dalle coste libiche. Durante le operazioni di soccorso sono stati recuperati quattro corpi e 34 superstiti.

Già nell’immediato, si era ipotizzato di essere di fronte all’ennesima ecatombe.  Ipotesi rafforzate dai racconti di alcuni superstiti  che, sbarcati a Trapani da una delle unità di soccorso, hanno parlato di una imbarcazione a due piani, a bordo della quale sarebbero state fatte salire centinaia di persone, che si sarebbe
rovesciata in balia delle onde quando era ormai con i motori spenti che non si accendevano più mentre l’acqua cominciava ad invadere l’imbarcazione.

Sempre secondo le testimonianze raccolte da personale dell’Uhcr, i migranti hanno detto di essere rimasti in mare per diverse ore e che i soccorsi sarebbero arrivati con grande ritardo. Alcuni dei superstiti sono stati portati d’urgenza a Palermo e ricoverati in condizioni di grave ipotermia in ospedale.

 

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