Migranti, Procuratore di Trapani: “Indaghiamo su membri delle Ong”

La conferma dell’esistenza dell’indagine. Zuccaro: “Mafia interessata all’accoglienza”

Trapani

ROMA – Era l’audizione più attesa degli ultimi giorni, dopo le anticipazioni di stampa secondo cui una Ong sarebbe indagata a Trapani con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione. Il fascicolo sarebbe sul tavolo del dottor Ambrogio Cartosio, Procuratore di Trapani, la cui audizione di fronte alla Commissione Difesa del Senato si è svolta stamattina.

Con la conferma dell’esistenza dell’indagine, sebbene in termini diversi da quelli riportati dai mezzi d’informazione. Ad essere indagata non è una Ong nel suo complesso, ma alcuni partecipanti alle attività di una o più organizzazioni.

“Presso la procura di Trapani è stato istituito un gruppo di lavoro sull’immigrazione clandestina – ha esordito Cartosio – Per capire l’ampiezza del fenomeno, va comunicato che nello scorso settembre nell’ufficio lavorava un solo Sostituto, oggi siamo arrivati a tre Sostituti impegnati in questo progetto. Gli sbarchi continuano in modo esponenziale e l’attività è molto difficile, presenta aspetti umani che ci coinvolgono come magistrati e come uomini”.

Un tema delicato, quello all’attenzione dei pm trapanesi. Inevitabile il collegamento con le denunce portate avanti nelle scorse settimane dal Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che aveva anche parlato di contatti tra la Libia e alcune navi delle Ong: “Alla procura di Trapani non risultano contatti telefonici diretti tra persone che si trovano sulla terraferma libica e le organizzazioni – precisa Cartosio – Per quanto riguarda la localizzazione delle navi in un ristretto fazzoletto di mare, questo unitamente ad altri dati indiziari potrebbe costituire il compendio per supporre il reato di favoreggiamento dell’immigrazione”.

Si arriva così alla notizia anticipata dalla stampa: “La Procura di Trapani ha in corso indagini che concernono questa ipotesi di reato, e che coinvolgono non le Ong come tali, ma persone fisiche appartenenti ad esse. Su questa attività di indagine non posso naturalmente aggiungere altro”. Non un’organizzazione nella sua totalità, dunque, ma singole persone all’attenzione della Procura trapanese. Che indaga sulla vicenda con tutte le difficoltà evidenziate dai magistrati, a partire dal concetto stesso di soccorso in mare.

“Se una nave di una Ong, un peschereccio, una privata imbarcazione viene al corrente del fatto che qualcuno rischia l’annegamento, questa imbarcazione deve intervenire, come e dove non ha importanza – spiega Cartosio – Che vengano violate le carte internazionali, trattati e principi solenni, ciò non conta di fronte alla necessità di salvare una vita umana. E vale anche dal punto di vista giuridico-penale”.

“Allo stato, è assolutamente da escludere che i comportamenti sui quali stiamo indagando possano essere inseriti in un contesto associativo italiano – ha detto il Procuratore in riferimento a eventuali coinvolgimenti della criminalità organizzata, denunciati ancora ieri da Zuccaro Per quanto riguarda invece il sistema dell’accoglienza, è emerso che soggetti imparentati o contigui alle organizzazioni mafiose erano inseriti in questo business”.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *