Migranti, i sindaci dei Nebrodi: “Serve dialogo istituzionale, no alla xenofobia”

A scatenare la contestazione, pochi giorni fa, era stato l’arrivo di cinquanta profughi in un ex hotel nella cittadina di Castell’Umberto

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Sono giorni trafelati per il dibattito sull’immigrazione. Sarà un caso, ma lo stop alla discussione parlamentare sullo ius soli – stop momentaneo, precisa il premier Paolo Gentiloni, dovuto agli scricchiolii estivi della maggioranza, ma la legge è giusta e andrà ripresa in autunno – arriva nelle stesse ore della protesta dei sindaci dei Nebrodi contro l’arrivo incontrollato di migranti nei loro territori. Quasi un inedito, la riunione dei primi cittadini siciliani contro l’accoglienza indiscriminata. Più facile in questi anni assistere alle manifestazioni sul tema dei sindaci lùmbard: forse anche per questo, per uno storytelling spezzato, la protesta di Castell’Umberto (Me) fa discutere.

A scatenare la contestazione, pochi giorni fa, era stato l’arrivo di circa cinquanta profughi in un ex hotel della cittadina messinese. Sindaco e abitanti avevano protestato contro la decisione del Prefetto di Messina, per l’inadeguatezza della struttura e la mancanza di coordinamento con gli enti locali. Poi la protesta si era allargata ai sindaci del territorio, che avevano redatto un documento per far sentire la loro voce alle Istituzioni. E non essere più gli ultimi a sapere le cose, come avvenuto con gli “arrivi” di questi giorni. “Noi non siamo razzisti – aveva detto il sindaco di Castell’Umberto Vincenzo Lionetto Civa, artefice della riunione – I sindaci dei Nebrodi hanno sempre accolto i migranti e continueranno a farlo, ma servono le giuste strutture e anche un coordinamento istituzionale migliore”.

Giorni dopo la protesta si è guadagnata le prime pagine regionali e nazionali. “Vorrei poter rispondere personalmente a ciascuno dei commenti e dei messaggi ricevuti – scrive su Facebook il primo cittadino – Ringrazio tutti per il sostegno, per le proposte e i suggerimenti. Mi dissocio dai commenti violenti e xenofobi che non rispecchiano né lo spirito dell’iniziativa né il mio personale sentire. Invito a non diffondere notizie e informazioni false, lesive dell’immagine dell’Istituzione che rappresento e della comunità di Castell’Umberto”.

LE REAZIONI – Già, perché a margine di una protesta ragionevole c’è scappato anche qualche commento estremista, sul web e negli altri non-luoghi dove il dissenso spopola. Ma a commentare sono state anche le forze politiche, specialmente chi sull’immigrazione aveva acceso da tempo un faro, anche in Sicilia.

“Settemila sbarchi nel solo fine settimana. Siamo ormai al collasso e rivolte come quella avvenuta nel Messinese testimoniano che in Sicilia la misura è ormai colma da troppo tempo – scrive in una nota Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini – Mi stupisce che nessuno abbia avvertito il dovere di avvisare il sindaco e la comunità interessata, ciò vuol dire che anche loro sanno che i siciliani non ne possono più e quindi giocano a nascondere i clandestini”.

Sulla vicenda arriva anche il commento di Nello Musumeci: “Conosco il sindaco di Castell’Umberto e sono stato più volte in paese – scrive il leader di Diventerà Bellissima – Dovrebbero interrogarsi tutti sulla protesta di una pacifica comunità. La diffusa povertà, le difficili condizioni delle nostre famiglie … sono tutti indici che dovrebbero fare riflettere quanti affrontano la questione immigrazione con inutile buonismo. La Sicilia non può sopportare oltre la sua condizione di frontiera non protetta. Se toccherà a noi guidare la Regione chiederemo al governo nazionale di nominare un commissario per l’immigrazione nella persona del presidente della Regione”.

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