Migranti, Zuccaro: “Da Ong scacco al contrasto del traffico”

Il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in audizione al Comitato bicamerale Schengen

CATANIA – Il proliferare di piccole navi umanitarie, gli enormi finanziamenti che sostengono le Ong e la tratta delle donne sono alcuni dei temi trattati stamattina dal Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in audizione a Roma al Comitato bicamerale Schengen.

Una materia delicatissima, quella dell’immigrazione, che negli ultimi mesi è stata al centro di un botta e risposta tra Frontex e gli attivisti. Le navi umanitarie si recano a poche miglia dalla Libia? Chi sono i finanziatori di queste operazioni dai costi esorbitanti?

Questi alcuni dei sospetti sollevati da Frontex e rilanciati recentemente dal blogger Luca Donadel. Una patata bollente rispedita al mittente da parte dei volontari che negano ogni accusa. Ora, a intervenire sul tema, è direttamente Zuccaro.

“A volte le navi umanitarie operano in territorio libico e molto spesso navigano in acque internazionali vicino a quelle coste. Solo nel corso del 2016, circa il 30% dei migranti approdati nel distretto catanese sono stati salvati dalle Ong. Nei primi 4 mesi di quest’anno quella percentuale è aumentata almeno del 50%”. Un dato anomalo considerato che il numero dei morti non sembra diminuito.

Ma chi sono queste Ong? A chi sono riconducibili? “Non abbiamo trovato – risponde Zuccaro – e sarebbe stato ingenuo pensarlo, Ong con bandiere non europee. Ciò che è emerso sino a questo momento è che il Paese a cui fanno riferimento ben 5 Ong con 6 navi è la Germania, tra queste anche le due di SOS Mediterranee”. È proprio Aquarius, per esempio, a costare 11mila euro al giorno, come già raccontatoci nel nostro reportage da Mathilde Auvillain.

Il Procuratore prosegue evidenziando che “a partire dal settembre-ottobre 2016, abbiamo registrato un improvviso proliferare di piccole Ong che fanno il lavoro prima svolto dagli organizzatori degli sbarchi: cioè, accompagnare fino al nostro territorio i barconi dei migranti”.

Uno “scacco” che le navi umanitarie farebbero proprio al contrasto dell’immigrazione clandestina perché “non riusciamo più a individuare i facilitatori ma soltanto gli scafisti – continua Zuccaro – che, tra l’altroormai sono solo migranti sprovveduti scelti a caso e posti al timone”. Per questo, Zuccaro ha chiesto di non applicare nessuna misura cautelare nei confronti di quei migranti che nulla hanno a che fare con le organizzazioni criminali.

Alla persona scelta come timoniere viene detto che certamente qualche nave umanitaria poi li recupererà. Speranze alimentate dall’ipotesi del salvataggio che, purtroppo, il più delle volte non si realizza. Perché di fatto le Ong non riescono a coprire gli enormi flussi.

Il fenomeno migratorio è notevolmente cambiato nel tempo e la Procura di Catania ha inciso sulle diverse modalità che gli organizzatori sceglievano. Per esempio, si sono contrastati ed eliminati ai casi delle cosiddette “navi madri che portavano in Sicilia i barconi con i migranti alla collaborazione di alcuni esponenti della criminalità organizzata catanese che mettevano a disposizione delle barche per far sbarcare i migranti dalle navi di grosse dimensioni”.

Proprio ieri a Catania sono arrivati circa mille migranti soccorsi negli ultimi giorni nel Canale di Sicilia.

“Un’indagine ancora in un primo livello conoscitivo”, ha concluso Zuccaro che ha evidenziato i prossimi obiettivi della Procura catanese: capire da dove provengono i mastodontici finanziamenti delle navi umanitarie e se da parte delle Ong ci sia sempre la doverosa collaborazione con le autorità giudiziarie.

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