Caro Ministro, sulle Ong Zuccaro non gioca

“Una menzogna”, ha detto Orlando riferendosi alla denuncia sulle Ong. Una presa di posizione quantomeno inopportuna, specie da parte del Guardasigilli

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CATANIA – Il dottor Carmelo Zuccaro non gioca. Basta conoscere il suo modo di lavorare – la discrezione dell’uomo nella vita e nel lavoro, la misura delle parole anche in conferenza stampa, i risultati brillanti ottenuti dalla Procura da lui guidata con questo spirito – per intuire che la denuncia portata avanti in questi giorni dal magistrato etneo sia tutt’altro che campata in aria.

Accuse gravi e di interesse nazionale, quelle del Procuratore di Catania sulla gestione del fenomeno migratorio e sul ruolo delle Organizzazioni non governative in quello che il magistrato non esita a definire un “mercato”. Parole che hanno trovato ampio spazio nel dibattito pubblico italiano, toccando un nodo delicato – e fintanto irrisolto – come quello dell’immigrazione.

Il dottor Carmelo Zuccaro non gioca. Tanto più stonato, sapendo questo, è apparso l’intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando sulla questione: “Spero che la Procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore – ha detto il Guardasigilli a Repubblica Tv, a margine di un’intervista sulle Primarie del Partito Democratico che lo vedono candidato – Se il PM ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna“.

“Una menzogna”, dice il Ministro della Giustizia riferendosi alla denuncia di un Procuratore. Una presa di posizione quantomeno inopportuna, quella del Guardasigilli, che avrebbe il compito di sovrintendere e tutelare gli uffici giudiziari e la loro funzione. Ed anche di esercitare l’azione disciplinare sui magistrati, ove sussistano gli estremi: non certo delegittimare il loro lavoro nel corso di interviste a sfondo politico, nel bel mezzo di una campagna elettorale che lo vede impegnato per la guida del Partito.

Un impegno certo legittimo, che andrebbe svolto avendo cura di non confondere il piano politico e quello istituzionale.

Com’è noto, da giorni impazza sui media una polemica sul tema delle Ong. A citare il Procuratore di Catania, chiedendo che venga fatta chiarezza, è il Movimento Cinque Stelle tramite alcuni dei suoi volti più noti, su tutti il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Ad opporsi ai pentastellati molta parte dell’establishment politico ed intellettuale italiano, impegnato in una difesa tout court del sistema delle Ong a partire dalle più note di esse, “Medici Senza Frontiere” e “Save the Children”.

Ma era stato lo stesso Zuccaro, in un’intervista rilasciata a La Stampa qualche giorno fa, a precisare come i sospetti e le evidenze della Procra di Catania non riguardassero le meritorie organizzazioni benefiche citate bensì altre Ong, in specie quelle tedesche e maltesi. Affermazioni circostanziate, quelle del Procuratore, culminate ieri in un’affermazione che avrebbe meritato maggiore attenzione da parte della politica e delle istituzioni: “Si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”.

Un’accusa grave e di interesse nazionale, ripetiamo, che avrebbe dovuto interrogare chi di dovere spingendo ad ulteriori indagini e approfondimenti. E bollate invece come “menzogna”, non da un politico tra tanti, ma da colui che ricopre attualmente le funzioni di Ministro della Giustizia. Che sembra spingersi un po’ troppo in là in un giudizio politico, cercando forse di guadagnare qualche voto per le Primarie del 30 aprile.

Un comportamento che lasciamo ai lettori di giudicare. Piena solidarietà va invece al dottor Carmelo Zuccaro, la cui denuncia va presa in serissima considerazione. Perché il Procuratore, a differenza di qualcun altro, non gioca affatto.

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