E’ lui il Mister X con cui Labisi discute di teste da far saltare?

“Dobbiamo capire a 360° se c’è qualcuno che deve pagare – diceva il Gran Maestro intercettato – vediamo a chi dobbiamo far saltare la testa”.

Ieri mattina Catania è stata svegliata da un terremoto giudiziario come non se ne avvertivano da tempo.

L’operazione “Giano Bifronte”, che ha portato all’arresto dell’avvocato Corrado Labisi, già Gran Maestro della Serenissima loggia del Sud, già coinvolto in inchieste della Magistratura etnea sui rapporti tra mafia e grembiulini, ha confermato come la nostra città e la nostra Regione siano ostaggio di poteri indicibili spesso in contatto tra loro, dalle cosche alle logge ai servizi deviati.

A vantarsi di detti rapporti, nelle intercettazioni della DIA di Catania diretta dall’ottimo dottor Panvino, è lo stesso Labisi. Quando il Gran Maestro viene a sapere della perquisizione effettuata all’Istituto “Lucia Mangano”, mette in moto la sua rete di conoscenze per cercare di ostacolare le indaginiIntercettato al telefono con un amico, già appartenente al Ministero della Difesa, Labisi racconta di una visita ricevuta da un esponente dei Servizi che si starebbe interessando alla sua vicenda, tanto da cercare di capire chi avesse disposto le indagini e dicendo di voler fare saltare delle teste.

“Dobbiamo capire a 360° se c’è qualcuno che deve pagare – si sente nella conversazione captata dagli inquirenti – perché questa è la schifezza fatta ad uno che si batte per la legalità… vediamo a chi dobbiamo far saltare la testa”. Parole che portano i magistrati a descrivere il Labisi come soggetto con un “rilevante tasso di pericolosità sociale” ricordando la frequentazione con mafiosi del calibro di Giorgio Cannizzaro, esponente del clan Santapaola-Ercolano condannato a otto anni nell’inchiesta “Fiori Bianchi”. Cannizzaro, i cui rapporti con Labisi gli inquirenti avevano definito inquietanti, sarebbe stato presente al funerale della madre del Gran Maestro.

Insomma il Giano Bifronte conosceva proprio tutti. Ma chi è il misterioso Mister X con cui al telefono si lascia andare a parole inquietanti sulle teste da far saltare?

A fornire qualche indizio, forse, può essere un esame più attento dell’intercettazione stessa. Poco prima di raccontare della visita dell’uomo dei Servizi – definito un superiore dell’amico misterioso, che prega di non fare il nome al telefono – Labisi chiede a quest’ultimo se abbia “un altro libro di Noi italiani voi siciliani“. L’amico risponde che dovrebbe averlo. Verificando su internet, scopriamo che esiste effettivamente un libro con questo titolo, scritto dal dottor Giuseppe Firrincieli.

E proprio la biografia di Firrincieli mostra dei punti di connessione con le informazioni fornite dagli inquirenti su Mister X. Catanese d’adozione, Firrincieli è stato dipendente civile del Ministero della Difesa, in servizio al Centro Documentale dell’Esercito nel settore delle relazioni esterne. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1984, collabora con quotidiani e periodici. Autore di varie pubblicazioni, tra cui quella citata sopra, risulta inoltre Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università telematica UnisanRaffaele di cui è Rettore lo stesso Corrado Labisi.

Più di una coincidenza, come si vede. Non è dunque improbabile pensare che la persona a cui Labisi chiede una copia del libro sia l’autore stesso, cioè Firrincieli. Ad ogni modo, Catania merita di sapere chi sia il mister X che ascoltando le tremende parole del Gran Maestro sulle teste da far saltare si guarda bene dal contraddirlo ed anzi avvalla la posizione. Perfetto esempio della rete di conoscenze che Labisi voleva mettere in moto per impedire che fosse fatta giustizia.

1

  • Questa città è e si rivela giorno dopo giorno un enorme sampuru: ciò che appare non è reale ma falso. La stagione perenne dell’illegalità continua a flagellarla.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *