Dea di Morgantina, bufera sull’Assessore Sgarbi: “E’ venuto per gestire i tesori siciliani o per depredarli?”

Molti cittadini hanno preso carta e penna (virtuali) per chiedere a Musumeci di intervenire sulle dichiarazioni del responsabile dei Beni Culturali

Morgantina

PALERMO – E’ bufera sull’Assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi. Di nuovo. Sul tavolo, stavolta, la proposta lanciata qualche sera fa dal critico d’arte, nel corso del Tg3 Linea notte , sul trasferimento della Dea di Morgantina – il celebre manufatto greco del V secolo attribuito ad un discepolo di Fidia – dalla città di Aidone, che ospita attualmente la scultura, a Roma, dove l’opera potrebbe contare su un numero infinitamente maggiore di visitatori. Secondo l’Assessore, infatti, in Sicilia la Dea non godrebbe di un pubblico all’altezza. 

“La dea di Morgantina, che era stata trafugata e venduta al Getty dove faceva un milione e mezzo di spettatori, va ad Aidone e la vedono dieci persone al mese – aveva detto Sgarbi – Portarla al Quirinale, come fece Pertini, significa far sentire un simbolo di Sicilia recuperato dal trafugamento e dalla vendita e farla, poi, conoscere a tutti. Non so quanti di voi siano andati ad Aidone. È un bel paese, ma è talmente remoto che l’orgoglio municipale ha mortificato un’opera che è passata da un milione e mezzo a poche persone. Al Quirinale potrebbe ottenere lo stesso risalto dei bronzi di Riace”. 

Parole che avevano innescato un’aspra quanto ovvia polemica, con il sindaco di Aidone sul piede di guerra per il mantenimento della “Dea” nella cittadina ennese. “Esprimiamo la nostra piena contrarietà alla supposta operazione – ha scritto il primo cittadino Enzo Lacchiana in una lettera al Presidente della Regione Nello Musumeci – che rappresenterebbe un atto di spoliazione e di violenza. Cogliamo semmai l’occasione per chiederle una utile azione di rilancio promozionale e di miglioramento della viabilità che porta ad Aidone”. Un pensiero condiviso da diverse forze politiche, in primis M5s e Pd. Ma anche nella maggioranza l’idea di Sgarbi aveva suscitato perplessità.

Ma a farsi sentire, nelle scorse ore, sono stati anche molti cittadini che hanno preso carta e penna (virtuali) per criticare le dichiarazioni dell’Assessore. “Presidente Musumeci… Il suo assessore Sgarbi e’ venuto per gestire i tesori della Sicilia o per depredarli? – scrive polemicamente Serafina sulla bacheca Facebook del governatore – In attesa delle nazionali sta cercando di portare via quanto più è possibile? A suo dire la Regione non sa gestire la Venere di Morgantina, ma non è proprio questo il suo compito? Non permetta che la portino via perché siamo stanchi di essere derubati e cacci via questo essere perché l’ ultima cosa che ha a cuore è la Sicilia e i siciliani”.

Un pensiero ribadito da molti altri utenti. “Credo che l’idea sia del tutto fuori luogo ed inopportuna – scrive Rosario – Anzichè impreziosire il contesto territoriale/naturale della Venere, questi parlano della possibilità di portarla altrove e di farla godere a Roma Capitale. Snaturare della sua essenza un bene culturale, decontestualizzarlo e delocalizzarlo, privarlo della sua originaria dimora, è un reato verso la sua terra natia, i suoi cittadini e la sua storia! Io mi opporrò fermamente alla questione, chiedendo sostegno alle forze politiche che, come me, credono che le politiche a sostegno dello sviluppo del territorio passano dal suo potenziamento e non dal suo saccheggio!”.

“Tale progetto è quanto meno sciagurato – attacca Attilio – e a detrimento di una comunità che dei suoi beni culturali è assolutamente orgogliosa e che cerca in ogni modo di valorizzarli attraverso l’azione continua di associazioni culturali di prestigio quali l’Archeoclub “Aidone-Morgantina”, la Pro Loco ed altre ancora. Signor Presidente, prenda in mano la situazione e dica una parola definitiva contro l’insana idea dell’assessore Sgarbi”.

“Piuttosto, signor Presidente, visiti Aidone, il Museo Archeologico, Morgantina – conclude l’utnte – e si renda conto che per favorire il turismo colto è necessario e improcrastinabile intervenire sulla viabilità, in ispecie il tratto della strada statale che porta dal Bivio Bellia ad Aidone. Le auguro un proficuo anno di lavoro a difesa dell’identità siciliana e dei suoi beni , non dimenticando le comunità che se sono piccole per dimensioni sono gigantesche per cultura!”.

2

  • La Sicilia DEVE diventare modello di sviluppo equo e sostenibile. Per recuperare importanza e ricchezza basterebbe sviluppare, tutelare e DIFFONDERE l’agricoltura d’eccellenza, (dalla coltivazione alla vendita) e fare un piano (serio e attuabile) di sviluppo turistico. Queste sono le VOCAZIONI della Sicilia ed ESISTONO GIA’.
    VOGLIAMO la SICILIA RICCA e SVILUPPATA…non mi sembra un sogno irrealizzabile, chiediamo SOLO un pò di VOLONTA’ POLITICA in più !!!!!!!

  • Sgarbi ha sollevato un problema concreto che non è stato scoperto ieri… In questi gg sono uscite le statistiche in cui emerge che l’Italia ha superato 50 mln di visitatori nel 2017, con incremento di 5 mln rispetto al 2016: alcuni siti hanno hanno avuto notevoli incrementi, trainando il trend positivo (Palazzo Pitti (+23%), la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum(+15%). La Venere, che per importanza non è inferiore ai Bronzi di Riace od ad altri capolavori di età greca, non può essere vista da 10 persone al mese, con tutto il rispetto per la città di Aidone, questa è una delle tante occasioni perse di sviluppo del turismo, come è uno spreco il fatto che in Sicilia non esistono importanti musei e molte opere sono conservate dopo gli scavi nei magazzini (d’altronde a Catania ad esempio, la città greco romana sotterranea non è accessibile, a Napoli è aperta al pubblico e pubblicizzata). All’estero, hanno un patrimonio di beni culturali di gran lunga inferiore, ma le opere sono ben valorizzate, facendole rendere in termini di visite 100 volte tanto rispetto a quello che facciamo in Italia e sopratutto in Sicilia: ciò ha ricadute sul piano occupazionale, per tutte le imprese che lavorano direttamente od indirettamente (incluso il chiosco che vende bevande fuori da un sito archeologico). Da siciliano spiacerebbe che la Venere non resti in Sicilia, ma spiace molto di più che sia visitata da poche persone. Altrimenti dovrebbe essere portarta in un sito più consono, in cui possa essere valorizzata; oppure, in attesa di avere un museo all’altezza in una città siciliana (Palermo, Siracusa, Agrigento, la stessa Catania), anche temporaneamente potrebbe essere esposta al Quirinale. Le opere d’arte non basta salvarle, ma vanno promosse e conosciute, consentendo a chi visita l’Italia di poterle vedere, od addirittura di scegliere le proprie mete turistiche anche in ragione dei musei; aggiungo infine che i proventi che derivano dai musei servono anche a finanziare l’attività di conservazione dei beni, dove siamo sicuramente bravi (come italiani), mentre lo siamo molto meno nell’attività di valorizzazione.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *