Munnizza gate, lo scandalo dei rifiuti tra interdittive e sequestri

Dove finiranno i rifiuti che prima venivano conferiti a Melilli? La risposta (purtroppo) vi sorprenderà

 

L’inchiesta Piramidi della Procura di Catania ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora, svelando una fitta rete di illeciti e corruzione che mostra – una volta in più – come in questa terra tutto cambi per non cambiare mai.
Parliamo ancora una volta di munnizza e le notizie in questo settore sembrano non esaurirsi mai.

L’ultima novità è la decisione del direttore generale del dipartimento Regionale Acque e rifiuti. A seguito dell’operazione congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri, la discarica di Melilli della CISMA viene sequestrata.

Si è quindi posto il problema di dove destinare la munnizza che fino a poco prima veniva conferita nella discarica gestita da Nino e Carmelo Paratore.
Quale soluzione migliore che portarla in un’altra discarica di proprietà di un altro imprenditore coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione nell’ambito del conferimento dei rifiuti?

Sì, perché a beneficiare del sequestro della discarica della Cisma pare sia Domenico Proto, il re dei rifiuti della Sicilia orientale, imputato a Palermo nel processo “Terra mia”. I rifiuti – che prima venivano conferiti alla Cisma – infatti, saranno adesso conferiti a Biancavilla, nella discarica Oikos di Valanghe d’Inverno.
Proto era finito in manette nel 2014, sapete con chi? Con Gianfranco Cannovalo stesso dirigente finito nuovamente in carcere con l’operazione della DDA di Catania.

Ricapitolando: si sequestra per mafia una discarica e si destinano i rifiuti ad altra discarica al centro di vicende giudiziarie non ancora concluse e legate allo stesso dirigente regionale infedele.

Possibile? Carte alla mano sì.
A emanare il provvedimento è Maurizio Pirillo, direttore generale del DAR. Pirillo è stato nei giorni scorsi al centro dello scontro tra l’assessore Vania Contrafatto e il presidente della Regione Rosario Crocetta.
Aveva scritto una lettera indirizzata al giornale “La Sicilia” nella quale difendeva l’operato di Mauro Verace, altro dirigente regionale finito ai domiciliari perché avrebbe dichiarato il falso nelle relazioni riguardanti la Valutazione d’Impatto ambientale sulla discarica della Cisma inducendo in errore il Tar e il GGA.

L’uscita di Pirillo era stata poco gradita alla Contrafatto, che aveva richiesto al Presidente Crocetta il trasferimento ad altro incarico del direttore generale.

Nonostante le promesse sulla chiusura e le polemiche delle comunità locali, 300 tonnellate di rifiuti al giorno arriveranno alla discarica di Valanghe d’Inverno.
Addio chiusura e ciao ciao bonifica? Crocetta sostiene di no, ma ad oggi la realtà è che il nodo rifiuti rimane. È lì, ad attendere qualcuno che voglia affrontarlo davvero.
Mentre per ora l’unica soluzione sembra sempre e solo quella di nascondere la munnizza sotto al tappeto.

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