Mussomeli, sindaco a Mattarella: “Non siamo bacino elettorale da saccheggiare”

Lettera accorata, non rassegnata. Da siciliano a siciliano

Giuseppe Catania sindaco mussomeli
Giuseppe Catania sindaco mussomeli
Giuseppe Catania, sindaco di Mussomeli
Photo credit: Salvatore Catalano

MUSSOMELI (CL) – Lettera accorata, non rassegnata. Da siciliano a siciliano. Giuseppe Catania, primo cittadino di Mussomeli, scrive al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Chiede interventi, soprattutto strutturali sulla rete viaria del Vallone, ma soprattutto chiede di intervenire su quella “politica miope” che ha causato “condizioni di drammatica precarietà”.

Il mancato impegno di chi è stato investito di potere e responsabilità – scrive il sindaco Catania – ha creato, negli anni, non dei vuoti ma delle voragini“.

“Nelle nostre strade non si viaggia in condizioni di sicurezza” denuncia ancora. Un gap infrastrutturale che mette in ginocchio le attività produttive ed economiche, che scoraggia il turismo, che non consente una vita serena nemmeno alle centinaia di pendolari e che “mette a repentaglio la stessa vita di partorienti e bambini, anche a causa della politica dei tagli alla sanità che ha causato la chiusura del punto nascita e della pediatria”.

“Siamo in attesa – scrive ancora Giuseppe Catania – di interventi che erano urgenti già decenni fa”.
“Si parla solo di elezioni, di leggi elettorali” mentre i comuni dell’entroterra sono “abbandonati e tagliati fuori dagli investimenti”.

“Il nostro territorio non è solo un bacino elettorale da saccheggiare all’occorrenza”, denuncia Catania senza mezzi termini.

E, invitandolo a visitare i luoghi del nisseno per rendersi conto di persona del disagio dei suoi concittadini, chiede a Mattarella: “Dobbiamo dire ai nostri ragazzi che in queste aree non vi è più alcuna speranza?“.

 

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