Musumeci candida il consigliere che segnalò all’Antimafia?

Tra i candidati di Forza Italia a sostegno del leader di #DiventeràBellissima anche Pellegrino, già segnalato dalla Commissione Regionale Antimafia 

Pellegrino

CATANIA – Tutto è bene quel che finisce bene. Sarà un’amplissima coalizione di centrodestra a sostenere la candidatura di Nello Musumeci alla Presidenza della Regione, composta da Forza Italia, Cantiere Popolare, UdC, Cdu, Movimento nazionale siciliano, ex MpA, Fratelli d’Italia, Noi Con Salvini ed Energie per l’Italia.

Un fronte eterogeneo, con il quale l’ex presidente della Provincia di Catania proverà a giocarsi la vittoria da pari a pari con il Movimento Cinque Stellelontano al momento il centrosinistra, ancora “spaccato” sull’ipotesi Micari. Ma una coalizione così ampia presumerà anche un grande lavoro di controllo, specialmente in sede di presentazione delle liste. Pena il rischio di candidare qualche impresentabile.

Un rischio che Musumeci non vuole certo correre, stante anche la sua posizione di ex Presidente della Commissione regionale antimafia. Un incarico ricoperto fino a pochi mesi fa, quando decise di dimettersi per iniziare la campagna elettorale e non confondere il delicato ruolo istituzionale con il più arrembante appeal politico. Va da sé che l’impegno all’antimafia – come sottolineato in diverse occasioni e l’ultima volta in tv da Telese e Parenzo – rappresenterà il tracciato dell’azione politica e amministrativa di Musumeci.

Come, lo vedremo nelle prossime settimane. Un primo caso, intanto, viene fuori proprio dalla questione delle liste. A suscitare qualche interrogativo è la candidatura a deputato regionale di Riccardo Pellegrino, già consigliere comunale a Catania, eletto nel 2013 con 1145 voti nelle fila del PdL. In città abbondano già i nuovi manifesti con il logo di Forza Italia. Pellegrino sarà quindi uno dei candidati di Musumeci all’Assemblea Regionale Siciliana. Peccato che quest’ultimo lo avesse già segnalato nella qualità di presidente della Commissione antimafia.

Il caso è quello delle presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Catania che avevano spinto la Commissione ad approfondire i profili di alcuni membri dell’assemblea cittadina. A proposito di Pellegrino, l’organo presieduto da Musumeci rileva che “si è appurata la presenza di un numero significativo di preferenze nella zona di San Cristoforo, noto quartiere popolare della città ad altissima densità criminale”. La Commissione prosegue poi rilevando come Riccardo Pellegrino sia fratello di Gaetano, imputato “per aver fatto parte dell’associazione di tipo mafioso denominata clan dei ‘carcagnusi’, facente capo a Santo Mazzei”.

L’ordinanza a carico di Gaetano, precisa la Commissione, data giugno 2014 ed è quindi successiva alle elezioni Comunali. Ma stante questo, e stante la difficoltà di evidenziare ipotesi di reato quali il voto di scambio, l’organo si interroga circa la responsabilità politica della candidatura di Pellegrino nell’allora PDL. “Occorre chiedersi se la circostanza de quo fosse nota ai rappresentanti de Il Popolo della Libertà, che lo hanno candidato”, scrive Musumeci nella relazione.

Pellegrino consegnò un’autocertificazione antimafia negativa, ricorda la Commissione, e poteva ben farlo. Sia perché il provvedimento a carico del fratello fu emesso successivamente, sia perché “una norma del tutto inutile come quella vigente obbliga a dichiarare la ‘mafiosità’ soltanto degli ascendenti e dei discendenti di primo grado. Se, come è il nostro caso, esiste un caso di sottoposizione a provvedimento custodiale di un proprio fratello, il consigliere non avrebbe dovuto in ogni caso dichiararlo”.

Giuridicamente corretta, dunque, la posizione di Pellegrino. A proposito del quale la Commissione conclude: “Risponde a verità quanto indicato in ordine alla parentela tra lo stesso consigliere e il fratello Gaetano; è stata accertata la presenza di una concentrazione di voti nella zona di San Cristoforo; la predetta zona coincide con una delle aree di influenza della famiglia Mazzei”.

Non vogliamo aggiungere altro rispetto a quanto messo nero su bianco nel 2015 dalla Commissione presieduta da Musumeci. Il quale si interrogava sulla responsabilità politica del PDL e se i responsabili dell’epoca sapessero dei trascorsi familiari di Pellegrino. Ciò che è certo è che egli, invece, sa. Vedremo nelle prossime ore che provvedimenti deciderà di prendere. 

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  • Per forza a mali estremi estremi rimedi pur di raggiungere la poltrona si può candidare anche il miglior epurato o addirittura quasi incandidabile!

  • Non ha colpe Pellegrino se il fratello ha avuto qualche problema in più molti anni fa .
    Lui è una bravissima persona , di chiesa,rispettoso è non ha nulla che fare con la mafia .
    Certi articoli li fanno solo per gettare fango a chi più forte , a chi fa e a chi non si fa corrompere .
    Voto Pellegrino

    • Se uno è di chiesa è sicuramente pulitissimo? Però si è pure detto che è cmq una persona degna. Certo che con un nome spendibile come quello di Musumeci, il meno peggio, si sono ringalluzziti tutti, da Silvio a salvini meloni: cosa non si fa pur di vincere, x fare cosa lo vedremo.

  • Non vorrei sbagliarmi, oggi ho visto, manifesto super gigante, il candidato Pellegrino in forza con il PD.

  • Salve, il sig. Pellegino è una persna perbene, e’ un ragazzo veramente splendido, per clpire Musumeci uscite queste cose? a vero che alcuni campano con le disgazie altui, ma la Cmmissione ha vio solo i voti di Pellegrino a San Cristoforo, ma mica San Cistofr ha preso voti solo il Pellegrino? cercate altro o per colpire chi ha la testa ulle spalle capendo che il vento sta cambiando #diventerabellisima

  • Musumeci è un politico serio e credo che farà in modo di NON candidare il Sig. Pellegrino nella coalizione che lo sostiene. Il Consigliere Pellegrino potrà anche essere persona onesta e perbene (non lo conosco) ma un fratello affiliato ad un clan mafioso pericoloso come quello dei Mazzei non è un fatto che può essere trascurato.
    Chi ambisce a far parte delle Forze dell’Ordine NON può avere parenti ed affini (anche lontani, pensate ad un fratello…) condannati per qualsivoglia reato (non solo mafioso). Facile intuire sarebbe molto più grave e pericoloso che un Deputato regionale possa avere anche solo il rischio di un condizionamento mafioso per ragioni familiari.
    Riccardo Pellegrino farebbe bene a ritirare la propria candidatura e possibilmente dedicare le proprie passioni ed energie al sostegno ed il supporto alle associazioni antimafia.

  • Vorrei capirci, che tempo occorre per avere la certezza che Nello Musumeci il solo candidato nel catanese alla presidenza della Regione Siciliana? A quanto sembra ancora ci sono delle incertezze, purtroppo la mafia politica deve considerare ancora chi scegliere. Dobbiamo finirla con questa mafia politica, la parola “mafia” dovrebbe scomparire dal vocabolario della Sicilia, la Sicilia è Cultura, ma non di mafia.

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