Musumeci e il centrodestra: uniti per il No, incerti sulle Regionali

Ancora nessun nome comune per la candidatura alla Regione

Si è chiusa ieri sera al Teatro ABC di Catania la campagna referendaria per il No del movimento Diventerà Bellissima. Presenti rappresentanze di tutto il centrodestra siciliano, dai padroni di casa Nello Musumeci e Raffaele Stancanelli a Salvo Pogliese e Vincenzo Gibiino di Forza Italia fino a Fabio Cantarella di Noi con Salvini.

Un No secco, quello espresso dal fronte del centrodestra, che si trova coeso nel rifiuto della riforma costituzionale e si dice certo della sua bocciatura il 4 dicembre. La Sicilia, dicono tutti i sondaggi, sarà determinante per la bocciatura o la confermazione della riforma. E comunque vadano le cose, domenica notte tutti gli schieramenti conteranno i propri voti.

Se da un lato la vittoria del No sarà raccolta collettivamente, dall’altro l’unità del centrodestra per le elezioni regionali del prossimo anno è tutt’altro che scontata. Proprio ieri era stato Raffaele Stancanelli a fare il nome di Musumeci come candidato naturale alla presidenza della Regione. “L’unico candidato credibile che abbiamo in Sicilia – ci dice l’ex sindaco di Catania – che parla a tutta l’opinione pubblica, non soltanto a degli schieramenti a tutti coloro che vogliono opporsi a questo sistema che si è creato in Sicilia è Nello Musumeci. Ha una sua origine politica, naturalmente, ma si allarga al civismo siciliano e si rivolge agli elettori del centrodestra”.

“Se vogliono venire vengono – continua Stancanelli, rivolgendosi agli altri attori dello schieramento – se no vuol dire che non hanno intenzione di far cambiare le cose in Sicilia”. Un’ipotesi, questa di frammentare la coalizione, che ricorda purtroppo proprio le Regionali del 2012, quando Musumeci e Micciché corsero divisi regalando Palazzo d’Orleans agli avversari.

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