Musumeci, la Giunta non convince: dopo Salvini e parte di FI si sgancia anche Parisi

Non usa mezzi termini il leader di Energie per l’Italia nel denunciare la situazione a suo dire “molto grave” creatasi in Sicilia intorno alla composizione della squadra di Governo

PALERMO “Comportamenti irrispettosi della volontà popolare”. Non usa mezzi termini il leader di Energie per l’Italia Stefano Parisi, nel denunciare la situazione a suo dire “molto grave” creatasi in Sicilia intorno alla composizione della Giunta Musumeci. Sullo sfondo le polemiche che avevano accompagnato la formazione della squadra di governo, con l’esclusione di alcuni nomi eccellenti della coalizione dal gioco degli assessorati.

A rimanere fuori erano stati dapprima i salviniani, che avrebbero voluto un posto per il segretario nazionale di Noi con Salvini Angelo Attaguile. Ma a restare deluse, nelle scorse ore, erano state anche le istanze del senatore trapanese Stefano D’Alì, che ha scelto di dar le dimissioni in polemica con il Presidente della Regione e con il commissario del partito Gianfranco Micciché per l’esclusione del suo protetto Guaiana dal novero degli Assessori a fronte dell’ottimo risultato di FI nel trapanese. Un incidente diplomatico a cui Micciché aveva tentato di rimediare riconoscendo il merito di D’Alì e di altri dirigenti del partito sui territori, rimandando ai prossimi mesi l’occasione di un premio per questi sforzi.

Da parte di Musumeci, invece, nessun commento. Il presidente della Regione aveva tentato di confinare le beghe politiche alla discussione tra partiti, affermando di volersi limitare a raccoglierne le proposte per scegliere liberamente le opzioni migliori. Peccato che la scelta, a detta di molti anche all’interno della maggioranza, abbia premiato le persone sbagliate. Una critica ribadita oggi da Parisi, che con Musumeci aveva condiviso il simbolo elettorale integrando il suo movimento PER al logo di #DiventeràBellisisma.

“In Sicilia si sta già sciogliendo la coalizione di Centro Destra? – si chiede il leader di Energie per l’Italia – Quello che è accaduto intorno alla composizione della giunta e alla organizzazione dell’assemblea è molto grave, per la Sicilia e per il Paese.  Le notizie che riguardano l’uscita della Lega dalla maggioranza e la richiesta dell’appoggio del PD per la presidenza dell’assemblea e, magari domani, per una nuova maggioranza è un segnale pessimo che prelude a comportamenti irrispettosi della volontà popolare espressa solo un mese fa”.

“In capo al Presidente della Regione appena eletto pesa una gravosa e delicata responsabilità che non può essere sottovalutata – continua l’ex manager, già candidato sindaco di milano per il centrodestra oggi alla guida del suo movimento – un Governo di qualità, nelle sue persone e nei suoi programmi, deve esprimere tutte le componenti della colazione che lo ha sostenuto.  Non aver ascoltato alcune componenti, guarda caso quelle che hanno espresso candidati di qualità e idee innovative, fuori dai vecchi schemi della vecchia politica siciliana la dice lunga su quale potrà essere la qualità delle politiche nei prossimi 5 anni.  La responsabilità del Presidente della Regione non può che essere quella di tenere conto di tutte le componenti che lo hanno sostenuto e di non farsi, invece, legare da logiche vecchie e, spesso, perverse”.

“La questione Siciliana non può non avere degli effetti anche sulla politica nazionale – conclude Parisi – sulla credibilità della coalizione di centro destra e la sua vera volontà di rispettare la volontà dell’elettorato. La Sicilia deve essere un laboratorio di innovazione e di buon governo e non la solita vecchia politica che ha tenuto più del 50% degli elettori lontani dalle urne”.

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  • Ne ero consapevole infatti non ho votato x il centro destra,dove hanno fatto un’accozzaglia pur di vincere.Non contando gli impresentabili:vedi caso il Presidente Musumeci non ne sapeva niente,l’aveva appreso dai giornali..dopo le elezioni se la prende con gli elettori perché non hanno saputo votare……però non si dimette e governa con i voti degli impresentabili. Sono pronti a fare inciuci ma la volonta del popolo non conta niente.

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