Dopo meno di un mese Musumeci perde pezzi Malumori e ripicche lacerano la maggioranza

Vincenzo Figuccia lascia la Giunta a ventotto giorni dall’insediamento. Fatale la polemica natalizia con il Presidente dell’ARS Gianfranco Micciché

“Assessori tacciano e lavorino”: lo stop di Musumeci a Figuccia

Figuccia VS Micciché, quante polemiche nel centrodestra “unito”

MAGGIORANZA

PALERMO – Un Assessore dimesso dopo appena ventotto giorni dalla nomina. Un record che nemmeno Rosario Crocetta – noto per la profusione di Assessori cambiati durante il suo governo – era riuscito a conquistare.

Nell’era della stabilità e del decoro istituzionale di Nello Musumeci, invece, il primato è stato possibile. E se Musumeci, dall’opposizione, non mancava di tuonare contro l’improvvisazione del predecessore, oggi che a perdere un Assessore è lui – e malissimo – il governatore fa registrare un significativo silenzio. 

Vincenzo Figuccia lascia la Giunta dopo meno di un mese dall’insediamento. Fatale la polemica natalizia con il Presidente dell’ARS Gianfranco Micciché, sui maxi-stipendi dei dirigenti di Palazzo dei Normanni che dal 1° gennaio diranno addio al tetto da 240.000 euro. Tutta la maggioranza – a partire dall’Udc, il partito di Figuccia – si era rivoltata contro il titolare del dicastero regionale dei Rifiuti. Ed anche il Presidente della Regione aveva intimato agli Assessori – senza fare nomi, ma il riferimento era parso evidente – di “tacere e lavorare” mantenendo un basso profilo. 

Nella serata di ieri le dimissioni di Figuccia dalla Giunta regionale. “Oggi più che mai sento di essere un uomo libero – ha detto l’Assessore commentando le dimissioni – e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati”. Ancora un affondo a Micciché, le cui dichiarazioni sugli stipendio d’oro non erano piaciute a molti siciliani, anche tra gli elettori del centrodestra.

Vere e proprie dimissioni lampo, quelle di Figuccia, come non se n’erano viste nemmeno ai tempi di Crocetta. Insediatosi il 10 novembre 2012, l’ex governatore aveva nominato la prima Giunta tra il 12 e il 29 novembre. Tolta la rinuncia dell’Assessore all’Economia Francesca Basilico D’Amelio – che non accettò la nomina per inconciliabilità con incarichi precedenti – si era dovuto aspettare il marzo 2013 perché venissero revocati tra le polemiche Antonio Zichichi e Franco Battiato, rispettivamente Assessori alla Cultura e al Turismo. Dopo appena un mese, invece, Musumeci perde già un pezzo. E non per sua scelta, come nel caso di Crocetta, ma per deliberato addio di un membro del Governo.

Questi i fatti. Una vera e propria “crisi” al momento non c’è stata. Ma tante – troppe – avvisaglie lasciano sospettare che non sarà facile tenere dritta la barra della coalizione che lo scorso 5 novembre ha portato Musumeci a Palazzo d’Orléans. A partire dagli screzi con Noi con Salvini ed Energie PER l’Italia, tagliati fuori dalla squadra di governo, passando per i malumori di Fratelli d’Italia e la richiesta di Cateno De Luca di scuse ufficiali del Presidente agli “impresentabili”, fino all’addio di Figuccia spinto alle dimissioni dopo la “lesa Maestà” del Presidente dell’ARS.

Vedremo nelle prossime ore come il governatore affronterà la questione. E da chi sarà sostituito il responsabile dei Rifiuti, per mantenere gli equilibri in una maggioranza così riottosa. Problema che potrebbe riproporsi tra poche settimane, quando a mollare sarà un altro Assessore di peso. Come annunciato, il responsabile della Cultura Vittorio Sgarbi correrà per le Politiche con il suo Movimento “Rinascimento”, e in caso di successo non esisterà a lasciare la Giunta.

Liberando un’altra casella da spartire tra le bocche fameliche della maggioranza. Nei progetti con un nome di Forza Italia, ma visto l’andazzo chissà. Non male, per chi sin dall’insediamento aveva promesso di restituire “credibilità, dignità, decoro ed efficienza” alle Istituzioni siciliane. Chapeau

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