Navarra rinuncia, a sinistra corre solo Claudio Fava

Passo indietro dell’editore a favore del vicepresidente dell’Antimafia. Il 10 settembre assemblea per il programma e l’ufficializzazione della candidatura

fava

PALERMO – Con il passare delle ore, si assottiglia il campo dei pretendenti alla poltrona di presidente della Regione Siciliana. Dopo Gaetano Armao e Roberto Lagalla, che hanno rinunciato a favore di Nello Musumeci, è di poco fa la notizia del passo indietro di Ottavio Navarra. L’editore, che era stato indicato come candidato da Prc e altri partiti di sinistra, cede il passo a Claudio Fava, il vicepresidente dell’Antimafia, sostenuto da Art.1Mdp e Sinistra Italiana. La candidatura di Fava sarà ufficializzata il 10 settembre, nel corso di un’assemblea regionale in cui verrà presentato anche il programma.

L’intesa è stata siglata nel corso di un incontro in cui è stato ripercorso il tragitto fin qui seguito fin dalla stesura dell’appello iniziale ribadendo la necessità per la Sicilia della costruzione di un polo alternativo a quelli esistenti non in grado di rappresentare una risposta alle speranze dei siciliani. Sul piano programmatico è stato ribadito un impegno sul tema dei beni comuni e sulla necessità di una loro oculata gestione ponendo fine ai processi di privatizzazione, la necessità di una azione contro le povertà in Sicilia, l’opportunità di offrire risposte al diritto allo studio.

Siamo convinti che la sfida messa in campo è inedita per la Sicilia e per il nostro Paese – affermano in una nota congiunta Fava e Navarra – . L’assemblea del 10 sancirà l’atto di nascita di una sfida politica che non si esaurirà con il voto del 5 novembre. Per questo chiamiamo a raccolta le esperienze migliori della società siciliana. E’ il tempo  di un cambiamento necessario ed utile. Vogliamo mettere a disposizione – proseguono Fava e Navarra – dei siciliani e di tutte le forze che sostengono questo progetto le nostre competenze e la nostra passione”.

“Nella sostanza – si legge ancora – si raccolgono oggi i frutti avvelenati causati dalla coalizione che sostiene Crocetta, in continuità con i governi Lombardo e Cuffaro. La crisi di funzionamento e di credibilità dell’Ars, con la costante delegittimazione del ruolo storico dell’autonomia siciliana, sono da addebitare alla responsabilità di un ceto politico trasformista, dedito alla sua autoconservazione e a garantire esclusivamente clientele ed affari. Nella stessa direzione vanno privatizzazioni, sperpero e perdita delle risorse comunitarie, rapina delle ricchezze naturali, devastazioni ambientali, degrado dell’assetto idrogeologico dei territori, incuria e abbandono del patrimonio boschivo, storico e paesaggistico, negazione dei diritti costituzionali, della salute come del sapere e dell’assistenza ai soggetti svantaggiati”.

Secondo Fava e Navarra “di questo contesto il PD è oggi il principale responsabile. Da questa consapevolezza, nasce la volontà di costruire una alternativa al PD e ai poli politici esistenti e alla rete di potere da essi rappresentati. Da qui la costruzione di un progetto che, per essere credibile, deve avere caratteristiche di rottura radicale, capace di suscitare sentimenti di speranza e desideri di partecipazione nella battaglia per il cambiamento in larghi settori dell’elettorato”.

 

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