Nawal Soufi, Lady SOS: l’angelo dei profughi

Migrante, anche lei. Anche se i tempi erano diversi

 

CATANIA – Nawal Soufi ha 27 anni, è nata in Marocco, ma arriva in Sicilia che ha soli 20 giorni. Migrante, anche lei. Anche se i tempi erano diversi.

E questa patria la sente sua, anche se la cittadinanza non ce l’ha ancora.

Basta con i siciliani dell’anno. Quella che Tribú vuole raccontare è una Sicilia che fatica, si impegna, cade e si rialza.

Diplomata al Liceo “Boggio Lera” all’indirizzo linguistico: già all’epoca camminava con la bandiera arcobaleno legata alla cartella e per le ingiustizie si batteva con fervore e determinazione.

Poi la facoltà di Scienze Politiche. Ed è proprio alla stazione di Catania, a due passi dall’università, che inizia la sua storia di “angelo dei profughi“.
Da quell’estate del 2013 il suo telefono non smette di squillare e ogni chiamata è un SOS dal mare. Partono dalla Libia, dalla Turchia, dalla Siria. E hanno già il suo numero Turaja: Nawal arriva prima della Guardia Costiera, anzi, spesso è lei a chiamare i soccorsi.

Mama Nawal, la chiamano i profughi.

Oltre ad aiutare nei soccorsi in mare, Nawal aiuta i migranti che arrivano alla stazione di Catania. Direzione Svezia, Norvegia, raramente chi scappa vuole restare qui in Sicilia.

In stazione la conoscono tutti, è un’istituzione. Anche tanti catanesi fanno riferimento a lei se vedono qualche migrante in difficoltà. Nawal è un ponte.

Chi arriva con i barconi vuole ricongiungersi a familiari già arrivati, ad amici e parenti che ce l’hanno fatta. In un garage tiene viveri e indumenti che dà a chi non possiede nulla.
Parla tutti i dialetti arabi, dà informazioni, distribuisce schede telefoniche. Cerca di evitare che i profughi finiscano nelle mani degli scafisti di terra, pericolosi quanto quelli del mare.

Faro di speranza per chi ha perso tutto e resta legato al sogno di un futuro diverso, migliore.

È stata premiata cittadina europea dell’anno e il suo discorso al Parlamento Europeo ha lasciato senza fiato. Grazie allo stesso cellulare con cui si informava sui compiti di scuola, ad oggi ha salvato oltre 20.000 persone.

 

 

 

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