Necrologio elettorale, l’imbarazzo del candidato: “Non c’entro nulla”

Necrologio

SAN MICHELE DI GANZARIA (CATANIA) – “L’invito a votarmi sul necrologio? Guardi, si è trattato di un’iniziativa privata che mi ha creato anche un po’ di imbarazzo. Chi mi conosce sa che non ho affatto bisogno di simile pubblicità, solo qualche avversario politico può pensare di strumentalizzare una cosa del genere”.

Risponde così Gianluca Petta – sindaco di San Michele di Ganzaria dal 2012, ricandidato alle Amministrative di domenica – alla domanda sugli strani “manifesti” in suo favore comparsa sui muri del paese. La foto – postata su Facebook da Fabio D’Alessandro – aveva fatto in breve tempo il giro del web: a rivolgersi alla cittadinanza la signora Concetta Amato, che ricordando “il proprio amatissimo papà Amato Salvatore, colpito a morte il 19 febbraio 2009” approfittava per augurare “buon voto elettorale” ai sammichelesi specificando di appoggiare “la lista di mio cugino Gianluca Petta, uomo retto e di stato, ragazzo serio e lungimirante”.

Un vero e proprio necrologio, con foto dello scomparso signor Salvatore e di una donna, presumibilmente l’autrice del messaggio. Che concludeva con una frase ad effetto: “Chi non ricorda il passato rischia il presente”. 

Una “sorpresa” piuttosto macabra, che il diretto interessato ha accolto con un sospiro: “Si tratta di una mia lontana parente problematica, non nuova ad iniziative del genere – spiega il sindaco Petta – quando ho visto il necrologio non sapevo se ridere o piangere”. E il riferimento al papà “colpito a morte”? “Nulla di vero, anche qui si tratta di una costruzione di questa persona, che in passato e forse anche adesso ha avuto dei problemi. Detto questo per me la faccenda si chiude qui, non le ho nemmeno telefonato per chiedere spiegazione. Tutti in paese sanno di questa persona e dei problemi che ha avuto. Anche per questo le strumentalizzazione sono davvero misere”.

Gli elettori stiano tranquilli, insomma, la propaganda a mezzo necrologio non sarà il nuovo trend delle campagne elettorali siciliane. Almeno si spera. 

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