Nello sì o no? La soap del centrodestra siciliano

Strada in salita per la coalizione dopo la rottura tra il commissario di Forza Italia e il leader di #DiventeràBellissima. Attesa la decisione di Berlusconi

Musumeci

PALERMO – Come avevamo ampiamente previsto, è arrivata puntuale la rottura tra Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci. L’ago della bilancia pare l’abbia fatto lo 0,07 della politica siciliana, il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Il coordinatore di Forza Italia ci ha provato davvero ad intavolare una discussione con Berlusconi, ha pure tentato di ricucire storie politiche finite nel peggiore dei modi, con il tradimento del figliol prodigo, al quale il padre questa volta però ha chiuso la porta in faccia. Una sceneggiatura che si prestava allo spoiler ancor prima di essere scritta, più scontata di una puntata di Beautiful.

Così è iniziata la pioggia di dichiarazioni, qualcuna più critica, altre inutilmente pacificatrici. Nella confusione generale, mista a disperazione, qualcuno ha pure azzardato la possibilità di una candidatura di Renato Schifani, che pare scongiurata. Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia è stato tra i primi parlare in merito alla spinosa vicenda dichiarando: “Spero che il Presidente Silvio Berlusconi ponga la sua parola per mettere fine a queste divisioni. Non si può sacrificare l’unità del centrodestra per inseguire chi governa con la sinistra a Roma e in Sicilia e che usa questa regione esclusivamente per i propri interessi di parte”.

Lorenzo Cesa si dice “sorpreso dalla dichiarazione di Micciché e faccio un appello affinché si arrivi a ricercare le ragioni per tenere unito tutto il centrodestra. Per quanto riguarda l’Udc faremo ogni sforzo per raggiungere questo obiettivo unico viatico per la vittoria della Regione”. Alessandro Pagano, esponente siciliano della Lega nord attacca il coordinatore di FI: “L’ultima di Micciché su Musumeci sembra come la favola di Esopo del lupo e dell’agnello, con il lupo a monte che accusava l’agnello a valle di intorbidire l’acqua che beveva. È chiaro che se Micciché farà fallire l’accordo sarà per la seconda volta responsabile della sconfitta del centrodestra unito in Sicilia”.

Bruno Mancuso di AP: “La politica non si fa con i veti e con il livore ma attraverso il paziente confronto, il dialogo e l’ascolto. Ciò riguarda in particolare la Sicilia e le parole del coordinatore di Fi Micciché non possono che essere accolte con favore e soprattutto con grande attenzione. Nessuno si può permettere di arrivare in Sicilia ed imporre veti, lavorando contro chi da anni è impegnato per questa terra e per i siciliani”. Un chiaro riferimento a ciò che avrebbe fatto Alfano in questi anni per la sua terra, risultati che certamente verranno diffusi per perorarne la causa.

Entra nel dibattito, con una nota malinconica e un po’ romantica, anche Vincenzo Gibiino, coordinatore regionale di FI: Cosa abbiamo davanti? Il nulla, con il governatore Pd uscente che pensa solo alla ricandidatura e un M5S che lavora sul proprio candidato. E alla Sicilia, ai siciliani, chi ci pensa?”. In buona sostanza tutti quanti aspettano che il via libera o il veto arrivino da Roma, facendo percepire l’assoluta mancanza di autonomia decisionale della classe dirigente del centro destra siciliano.

Nello Musumeci dal canto suo affida la risposta ai social con un post su Facebook: “Io sono in giro per l’Isola ad incontrare i siciliani. Mi dicono di qualche polemica sui giornali…. non abbiamo tempo di fermarci, siamo in piena campagna elettorale”.

Dopo il fallimento dell’ennesima trattativa intavolata da Miccichè, bisognerà capire con quale candidato e quale coalizione – e a quali condizioni –  il centro destra intenderà sfidare i competitor già ampiamente in pista. Giancarlo Cancelleri, Nello Musumeci e Rosario Crocetta – quest’ultimo già impegnato nella costituzione delle liste – sono già in campo proprio come cinque anni fa e come allora, anche oggi si sta delineando un grande momento di confusione politica. Il centro destra e il Partito democratico, passando per il bersaniani di Articolo uno, sono ancora alla ricerca del nome “bomba” che possa sparigliare, tra richieste di primarie e fughe in avanti, dimenticando che mancano appena 3 mesi alle Regionali e che il solo sentimento che stanno alimentando nel popolo siciliano è quello dell’antipolitica.

1

  • On. Musumeci continua su questa strada siamo con Lei Micciche è la rovina di F.I.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *