Trapani, chiesto obbligo di dimora per D’Alì: “Sospendo campagna elettorale”

Il senatore di FI era stato assolto dall’accusa di concorso esterno per mafia per i fatti successivi al ’94. Prescritti i reati riconosciuti prima di quella data

Alì

TRAPANI – “Obbligo di soggiorno” per il candidato sindaco di Forza Italia a Trapani Antonio D’Alì.

La richiesta della Procura Distrettuale di Palermo è arrivata nel pomeriggio di ieri. A motivare l’azione dei pm la “pericolosità sociale” del senatore azzurro, che nel settembre 2016 era stato assolto in Appello dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti avvenuti dopo il 1994Prima di quella data, invece, i reati riconosciuti sono caduti in prescrizione. La Procura avrebbe chiesto l’obbligo di dimora per D’Alì sulla scorta degli indizi a sua disposizione.

Un evento che non potrà non incidere sulla campagna elettorale in corso a Trapani, chiamata al voto il prossimo 11 giugno con D’Alì in lizza per la poltrona di primo cittadino. A sostenerlo Forza Italia, Psi e la lista civica “X La Grande Città”. Soltanto l’altro ieri il candidato sindaco aveva presentato i primi tre assessori della futura giunta comunale: Vita Barbera, membro dell’ufficio legale dell’ASP e segretario provinciale del Psi; Giuseppe Laudicina, ingegnere, già direttore generale dell’Amap nonché e amministratore unico della municipalizzata per i servizi stradali a Palermo; Giuseppe Poma, imprenditore nel settore turistico ed edile, già vicepresidente della Provincia di Trapani sotto lo stesso D’Alia.

Motori caldi per l’appuntamento previsto tra una manciata di giorni, insomma. La richiesta di obbligo di dimora arriva nel momento clou della campagna elettorale trapanese, che vede in campo oltre a D’Alì l’ex sindaco Mimmo Fazio (Lista per Fazio, Uniti per il futuro, Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono), l’architetto Marcello Maltese (Movimento 5 Stelle), l’avvocato Giuseppe Marascia (Città a misura d’uomo) e il direttore dell’IACP di Trapani Piero Savona (Pd, Cittadini per Trapani, Trapani svegliati).

“PERSECUZIONE GIUDIZIARIA” – Immediata la reazione del candidato sindaco del capoluogo. “La persecuzione giudiziaria continua! Due volte assolto e nuovamente aggredito! – ha scritto D’Alì in una nota – Ieri, dopo appena un’ora dalla chiusura della presentazione della mia candidatura e delle liste per l’elezione a Sindaco di Trapani, con tempistica cadenzata in maniera da precludere ogni alternativa, ho ricevuto una assolutamente imprevedibile ed ingiusta proposta di misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio”.

Una coincidenza di tempi sospetta, secondo il senatore di Forza Italia, che ha annunciato di voler sospendere la campagna elettorale presumibilente in attesa di incontrare i vertici del partito per decidere sul da farsi. “Al di là degli aspetti e degli esiti giudiziari, per me certi nella riaffermazione della mia colpita dignità, il messaggio è inequivocabile – continua la nota – al di fuori del percorso elettorale democratico qualcuno vuole e può far sì che io non possa impegnarmi come Sindaco. Il continuo attacco alla mia dignità dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione”.

“Io sarei ‘socialmente pericoloso’ – conclude il candidato sindaco – Per mia sventura io sono solamente “politicamente da abbattere”! Lascio ogni valutazione alla capacità di giudizio e di reazione dei Trapanesi, affido il prestigioso bagaglio di idee e di entusiasmo nelle mani del mio partito e di tutti i candidati del mio saldo schieramento e nel cuore delle donne, degli uomini e dei giovani che si sono già con me ufficialmente dichiarati, che meritano di poter godere del consenso elettorale dei cittadini trapanesi”.

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