Oda, “buco causato da Monsignor Russo”: la rettifica dell’ex presidente

Le affermazioni di una dipendente ODA sull’operato di Monsignor Russo “sono gravi, assolutamente false e dunque diffamatorie”

CATANIA – In riferimento alle reazioni dei lavoratori ODA sulla scelta della Diocesi di commissariare la Fondazione, pubblichiamo di seguito la rettifica di Monsignor Alfio Russo, già presidente del Cda dell’Opera Diocesana Assistenza.

In questi giorni, sono numerose le lettere che stanno arrivando alla nostra redazione sulla vicenda. Nell’articolo pubblicato in data 16 marzo 2017 Oda: “Resti Marsella, ‘buco’ causato da Monsignor Russo” a firma di Ettore Ursino, si leggono alcune affermazioni che l’avvocato Stefano Arcifa, per conto di Monsignor Russo, definisce “gravi, assolutamente false e dunque diffamatorie”.

Intendiamo specificare che le parole in questione non sono della redazione di Tribù ma di Daiana De Luca. Secondo la scrivente, la nota sarebbeatta a rappresentare la posizione di buona parte dei dipendenti della Fondazione stessa, a seguito dei gravi eventi che da giorni interessano l’Ente”.

In particolare, le affermazioni ritenute diffamatorie sono le seguenti: “Peccato però che chi aveva creato questo enorme disavanzo era la gestione di monsignor Russo che, senza mostrare ritegno o vergogna, depauperava il patrimonio dell’Ente a suon di viaggi all’estero e utilizzo di auto di grossa cilindrata, a danno dei dipendenti che nel frattempo restavano mesi senza ricevere gli emolumenti dovuti”.

Per cui, il legale di Monsignor Russo specifica: “Il grave deficit dell’ODA è stato ereditato e non creato dal Presidente Monsignor Russo, il quale non può avere ritegno o vergogna di ciò che mai ha fatto o pensato di fare. Il servizio prestato dal prelato in qualità di presidente e in circa 13 anni senza alcun appannaggio – al contrario dell’amministratore delegato oggi rimosso – dell’ODA che ha percepito una consistente indennità mensile, oltre le spese di viaggio, vitto e alloggio) non solo non ha costituito alcun guadagno, ma ha richiesto l’impegno personale quotidiano, anche economico, avendo egli anche rinunziato al rimborso delle spese per il carburante necessario agli spostamenti, tutti effettuati con una vettura non di proprietà dell’ODA, ma personale”.

E ancora si legge nella nota dell’avvocato Arcifa: “Monsignor Russo non ha mai partecipato a gite, né in Italia né all’estero né ha mai usufruito di periodi di vacanze. L’autovettura di grossa cilindrata è un’utilitaria personale, esattamente una Opel Corsa che conta ormai ben 10 anni di vita”.

La redazione di Tribù, come richiesto, si premura di pubblicare con immediatezza la nota e di ritirare dal sito l’articolo in questione. Il legale conclude preannunciando una querela nei confronti dei responsabili degli scritti diffamatori presso la competente Autorità Giudiziaria.

LA RETTIFICA INTEGRALE DI MONSIGNOR ALFIO RUSSO

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