Perché l’ODA di Catania voleva costruire un cimitero nel Lazio?

L’ente diocesano era interessato a costruire un cimitero a Pontecorvo, in provincia di Frosinone. La precisazione di Alberto Marsella

cimitero

CATANIA – Sulla “guerra” in corso per la gestione dell’ODA si è scritto abbondantemente, nelle ultime settimane, fotografando una situazione di stallo sostanziale. Due fazioni reclamano il controllo dell’Opera: il Consiglio di Amministrazione guidato da Alberto Marsella – che rifiuta l’azzeramento disposto dall’Arcivescovo Salvatore Gristina – e il Commissario Straordinario nominato da sua Eccellenza, l’avvocato Adolfo Landi.

In attesa di scoprire chi abbia vera legittimità sull’Opera Diocesana di Assistenza, Tribù ha voluto approfondire le attività dell’Ente anche in mesi travagliati come quelli appena trascorsi. Un episodio in particolare colpisce: nell’estate del 2016 l’Opera, nella persona dell’ad Marsella, trattava per la costruzione di un camposanto cattolico a Pontecorvo, in provincia di Frosinone.

“VENDITA DI TOMBE” – Come risulta da un carteggio in nostro possesso, infatti, l’ente diocesano catanese – il cui CdA è composto principalmente da liguri – era interessato a costruire un cimitero nel Lazio. Una curiosa miscellanea di Regioni, e un campo d’azione apparentemente anomalo.

Non troppo, in realtà: perché l’ODA, all’art. 3 comma 3 del suo Statuto, prevede nel proprio oggetto sociale, tra le altre cose, “l’affitto di camere ardenti, affitto o vendita di tombe, manutenzione di tombe e mausolei, disbrigo di pratiche funerarie”. La cosa davvero peculiare è che il cimitero in questione dovesse costruirsi a 681 km da Catania.

Ma lasciamo parlare le carte. La prima missiva data luglio 2016. A scrivere all’ODA è il proprietario di un terreno agricolo sito a Pontecorvo, “venuto a conoscenza, tramite ***, Dirigente dell’Ufficio tecnico dell’A.P.S.A (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica), e successivamente in due diversi incontri avuti presso lo stesso ufficio con il Dott. Alberto Marsella e l’Arch. Marco Bonistalli”, del fatto che l’ODA “ha in corso un programma per la costruzione di un cimitero cattolico”.

In funzione di ciò i predetti consiglieri hanno compiuto due sopralluoghi presso il terreno di sua proprietà, riporta l’autore della lettera. Sopralluoghi accolti con “disponibilità e interesse” dallo stesso proprietario, che si dice “disposto a mettere a disposizione del Vostro Ente Religioso tale terreno, al fine di poter realizzare un camposanto”. Va da sé che le operazioni necessarie per poter stabilire l’idoneità del terreno, specifica il proprietario, saranno a carico dell’ODA.

TUTTO PRONTO – ODA che accoglie calorosamente  la disponibilità del proprietario, con la risposta del successivo 8 agosto vergata da Marsella. Che informa di come sia già allo studio “l’elaborazione giuridico-documentale, sia nei suoi confronti (eventuale atto di donazione modale) sia nei confronti del Comune di Pontecorvo”. Per tale ragione, posto che “uno studio progettuale-preliminare è già stato sviluppato”, Marsella ritiene che “quanto prima sarà possibile concordare un incontro”, estendendolo anche al sindaco del Comune laziale.

Tutto pronto, dunque, per la costruzione di un camposanto nel Lazio ad opera di un ente religioso catanese. Il quale avrebbe potuto lucrare gli affitti e le vendite dei loculi di cui sopra. Un affare – peraltro perfettamente legittimo – considerando che il terreno sarebbe stato donato dal proprietario. Sfugge alle cronache e alla documentazione in nostro possesso se la costruzione sia stata o meno avviata.

Quel che è certo è che nell’estate del 2016 – alla vigilia della “crisi” in corso tutt’oggi – l’ODA gestita da Marsella coltivasse affari ben al di fuori del territorio di Catania. Affari legittimi e tuttavia interessanti per una visione complessiva della gestione del CdA che oggi si oppone al commissariamento.

LETTERA CAMPOSANTO ODA/1

LETTERA CAMPOSANTO ODA/2

La precisazione di Alberto Marsella: “Ecco come nasce l’attività cimiteriale dell’ODA”

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