Oda, il Cda ‘azzerato’ sfida l’Arcivescovo. La replica del commissario Landi

“Organismo nel pieno esercizio delle proprie funzioni”. La replica del Commissario: “Non si avrà indugio a denunciare”

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CATANIA – Non c’è pace per l’Oda (Opera Diocesana assistenza) di Catania, da tempo alla prese con una grave crisi finanziaria. A 48 ore dalla nomina del commissario straordinario Adolfo Landi, il Consiglio di amministrazione azzerato dal provvedimento della Diocesi punta i piedi e lancia il guanto di sfida. “Questo Cda – si legge in una nota firmata da sette componenti dell’organismo – è nel pieno e legittimo esercizio delle proprie funzioni, esercitate altresì dall’ amministratore delegato, a norma dello statuto vigente e delle leggi della Repubblica Italiana”.

I firmatari – l’amministratore delegato Alberto Marsella (nella foto), il vice presidente Claudia Pizzo, i consiglieri  Romano Calero, Marco Bonistalli, Maurizio Montanari e Sebastiano Impallomeni, e il presidente dei Revisori dei conti Domenico Ruggeri  – diffidano “chiunque a divulgare comunicazioni sia all’interno che all’esterno della Fondazione di una rimozione del legittimo Cda e degli Organi di governo della Fondazione” e “chiunque a prendere iniziative con riguardo alla fondazione che non provengono dagli organi di governo in carica e ad accedere nei locali della stessa senza espressa autorizzazione del Cda”.

I sette componenti del Cda azzerato, nel comunicato, parlano di “fatti gravissimi” riferendosi alla  presenza nei locali della sede legale dell’Oda di soggetti (il commissario Landi ndr) che arrecavano gravi interferenze nell‘Amministrazione della Fondazione e nella gestione del personale, arrogandosi poteri conferiti loro da autorità non legittimata”. 

“Le stesse – continua la nota – diffondevano tramite comunicazioni sia all’interno che all’esterno della fondazione stessa, la notizia di una rimozione del legittimo Cda e degli organi di governo della Fondazione.”

I  firmatari annunciano infine l’avvio di una battaglia legale. Un pool di otto avvocati ha ricevuto il mandato affinché perseguano “le condotte denunziate a tutela dell’Ente e dei suoi Amministratori, presso tutte le sedi competenti”.

Il neo commissario Landi, appena nominato, si è messo subito al lavoro recandosi nella sede di via Ughetti per “cercare di capire qual è la situazione economica dell’Oda” visto che il problema principale è “di carattere finanziario”, aveva detto a caldo ai microfoni di Tribù.

Al centro del suo incarico, fare luce sulla contabilità della Fondazione “per rendermi conto della gravità o meno della situazione”, aveva spiegato l’avvocato ex presidente di Confcooperative Messina sottolineando che “uno dei compiti, così come richiesto dall’arcivescovo, è tutelare il più possibile, anzi al massimo, i lavoratori e di riflesso gli utenti dell’Ente, che è l’unico Centro gravi attivo in Sicilia”.

Il cambio di rotta deciso dalla Curia arcivescovile era da tempo nell’aria vista la grave crisi economica in cui versa l’Ente che conta 450 dipendenti e dà assistenza a quasi 1500 malati. Una situazione difficile che, come anticipato da Tribù il 30 novembre dello scorso anno, aveva indotto la Sede Sede ad accogliere una richiesta dello stesso arcivescovo e a inviare nel capoluogo etneo degli ispettori vaticani per effettuare una verifica dei conti.

Dopo le dimissioni irrevocabili rassegnate nel dicembre dello scorso anno dal presidente dell’Oda, monsignor Alfio Russo, le redini dell’Oda erano passate nelle mani dell’ad Marsella.

Fino appunto alla decisione di due giorni fa della Diocesi che punta a “salvaguardare le finalità dell’Ente: l’assistenza a quanti beneficiano dei suoi notevoli ed essenziali servizi, il posto di lavoro a coloro che vi operano”.

A conclusione “di tutte le analisi effettuate” i vertici della Curia e i competenti uffici della Santa Sede hanno ritenuto “improcrastinabile la decisione di affrontare la situazione dell’Oda in modo straordinario”, sottolineava ancora in una nota l’Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi.

LA REPLICA DEL COMMISARIO LANDI – Nel pomeriggio il neo-commissario Adolfo Landi ha risposto alla presa di posizione del CdA dimissionario con la seguente nota:

L’O.D.A. (Opera Diocesana Assistenza) è un ente morale con personalità canonica giuridica propria (Art.1 Statuto) civilmente riconosciuto dallo Stato Italiano e, come tale, sottoposto all’alta vigilanza di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania che, con Decreti NN.33 Fol.140 e 34 Fol.141 del 06/03/2017, d’intesa con le Istituzioni della Santa Sede ha, rispettivamente, commissariato l’ente, nominando il sottoscritto Commissario Straordinario, a cui ha conferito i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e rimosso dall’incarico ecclesiastico di amministratori della Fondazione i Sigg.: Dott. Marsella Alberto, Dott. Calero Romano, Dott.ssa Pizzo Claudia, Arch. Bonistalli Marco.

All’esito di tale determinazione, pertanto, compete esclusivamente allo scrivente l’assunzione delle iniziative necessarie per il proficuo governo dell’O.D.A..

Nelle more si è appreso dell’illegittima presa di posizione del precedente CdA che, seppur rimosso in forza dei citati decreti arcivescovili, con atto unilaterale, e senza fare ricorso agli strumenti previsti dal diritto canonico, applicabili in via esclusiva, ratione materiae, si è arrogato la decisione di considerare inefficaci i provvedimenti legittimamente emessi da S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania, rifiutando il disposto avvicendamento dell’organo di gestione.

Cosa ancora più grave, il CdA rimosso ha diffuso un comunicato atto ad ingenerare confusione, in ordine alla legittimità della gestione commissariale, sulla scorta dell’illegittimo proposito di usurpare funzioni non più possedute, poiché inibite espressamente dai decreti arcivescovili citati.

Tale comunicato potrebbe integrare la violazione di norme civili e penali, che non si avrà indugio a denunciare nelle competenti sedi.

Ciò posto, si diffida chiunque ad eseguire disposizioni prive di legittimazione, se provenienti dal decaduto CdA, con espresso avviso che, in caso contrario, verranno assunte le necessarie iniziative presso qualunque sede, a tutela dell’O.D.A..

Comunicato stampa 1

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