Oda: “Assistiamo sgomenti a giochi di potere incomprensibili”

Le ansie e le preoccupazioni di un folto gruppo di lavoratori della Fondazione

oda

CATANIA – La crisi dell’Oda non conosce ancora i titoli di coda. Tiene sempre banco infatti il braccio di ferro tra il commissario straordinario Adolfo Landi e il Cda ‘azzerato’ dalla Curia che pochi giorni fa ha rilanciato la sfida al vescovo Salvatore Gristina nominando un nuovo presidente della Fondazione.

Una situazione “paralizzante e paralizzata” secondo un folto gruppo di dipendenti, i quali durante un’assemblea hanno espresso il timore che se questo stato dovesse perdurare potrebbe mettere “in serio pericolo la Fondazione, il nostro lavoro, i nostri utenti”.

I lavoratori ricordano che l’Oda è un ente ecclesiastico, emanazione della Chiesa catanese e richiamano gli obiettivi e le finalità statutarie della Fondazione, il cui primario è “promuovere il culto e la religione della Chiesa cattolica e la carità cristiana“. “Siamo stati, e siamo, orgogliosi di vivere sul nostro lavoro secondo i principi esposti, consapevoli che  la nostra opera non potesse disgiungersi dalla quotidianità, dal rispetto verso i nostri assistiti e dalla Chiesa che l’ha fondata, eretta e amministrativa fino a oggi”, si legge nel documento redatto dai dipendenti e inviato a Prefettura, ASP, Comuni, Regione, commissario straordinario Oda, all’Arcivescovo e al Pontefice.

“Siamo consapevoli dello stato di crisi che vive la Fondazione da molti anni e delle scelte difficili operate da sua Eccellenza monsignor Gristina per sanare e rilanciare l”Ente. Pertanto assistiamo sgomenti al conflitto tra il Cda nominato nel 2015 da monsignor Gristina e l’attuale commissario straordinario, sempre su nomina del vescovo“, scrivono ancora i lavoratori aggiungendo che così “vediamo vanificarsi quarant’anni di lavoro da incomprensibili logiche aziendali, da variazioni su articoli dello Statuto, da cavilli giuridici e ancor più grave dal disconoscimento della Fondazione come emanazione della Chiesa catanese”.

I dipendenti sottolineano ancora “di aver atteso fiduciosi che questo momento finisse, che ci si potesse occupare dei reali problemi della Fondazione, delle attività, degli utenti, dei rapporti con le pubbliche amministrazioni”. Speranze e aspettative che sembrano passare “in secondo piano rispetto a giochi di potere incomprensibili”.

Una matassa intricata. Una situazione ingessata ormai da mesi. Che i lavoratori temono possa avere ripercussione sulle sorti dell’Oda e di conseguenza sul loro futuro occupazionale. “Ci dissociamo da questa querelle che non ci appartiene, e che in termini di immagine non appartiene neanche alla Fondazione ecclesiale”, concludono i dipendenti rendendo noto che si riservano “di mettere in atto tutte le azioni a salvaguardia dell’Oda”.

LEGGI IL DOCUMENTO DEI LAVORATORI

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  • Credo che vada ben specificato che questo documento riporta le opinioni solo di qualche decina di lavoratori e non di tutti i lavoratori della fondazione pertanto l’informazione data è parziale e fuorviante. Necesditerebbe di una rettifica.

  • Ieri nn erano più di 20 persone all’assemblea, è assurdo parlare a nome di 500 lavoratori con un documento che si è no attesta 20firme…..L Oda per 50 anni è stata governata dalla chiesa con un chiaro statuto il vescovo 18 mesi fa modifica lo statuto ,ha personalmente presentato il nuovo CDA consigliato a lui dalla Santa sede ,dicendoci che questo passaggio era utile per la salvaguardia della fondazione….. Perdonatemi ma di cosa si parla?????L attuale statuto sarà pur firmato dall arcivescovo…..Allora preoccupiamoci dei soldi vogliamo gli stipendi,l arcivescovo…La chiesa prima doveva rispettare Il lavoratore assicurandosi di garantire gli stipendi vergogna

  • Praticamente il “folto gruppo di lavoratori” citato a stento rappresaglia lo 0.,5% di tutti i lavoratori

  • Mi attengo alla chiara espressione dello statuto e mi dissocio dalle affermazioni di pochi. La stragrande maggioranza dei lavoratori Oda non si schiera ma pretende la definizione della governance per ristabilire la situazione stipendi bloccata ormai da troppo tempo. Venti persone non possono parlare a nome di tutti. Che facciano un passo indietro!

  • In qualità di dipendente ODA mi dissocio da quanto dichiarato dai colleghi nel vostro articolo.

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