ODA: la Chiesa di Francesco e quella di Gristina

Chi ha azzerato il Cda della Fondazione? E perché?

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CATANIA – L’Opera Diocesana Assistenza si è imbrigliata in una matassa. Per scioglierla, leggiamo i fatti.

Nel passato, la Fondazione ha accumulato una montagna spaventosa di debiti. E l’Arcidiocesi non se n’è mai accorta. O, almeno, questo è accaduto fino ai giorni scorsi quando lUfficio Comunicazioni Sociali Diocesi ha annunciato con una nota il commissariamento dell’ente.

Una doccia fredda. Nessuna contestazione né critica era stata mossa dalla Curia fino all’improvvisa nomina dell’avvocato Adolfo Landi a cui sono stati affidati “tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione”.

Ma chi ha azzerato il Cda della Fondazione? E perché?

Stavamo cercando di capire perché quel debito era stato fatto”, spiega ai nostri microfoni l’AD Alberto Marsella. “Abbiamo ereditato una condizione drammatica a partire dai 2 milioni di euro di stipendi non pagati e 12 mesi di arretrati. Abbiamo pagato tutti i dipendenti, avviato nuove iniziative per saldare il debito e aumentare gli introiti, non abbiamo licenziato nessuno, saldato quasi interamente il debito e creato nuovi posti di lavoro. Questi sono fatti. Possono testimoniarlo 600 persone”.

“Certo – continua il membro del Cda – abbiamo imposto che bisogna lavorare seriamente qui. Se un dipendente non lavora, noi lo licenziamo. Magari a qualcuno dà fastidio questo modo di ragionare.” 

La vostra sensazione è che si tratti di uno sgambetto perché stavate lavorando bene? “Non so cosa dire davanti a certe situazioni, abbiamo ottenuto risultati significativi in pochissimo tempo. Noi rispettiamo le regole, se gli altri poi non vogliono rispettarle… verificheranno le autorità competenti”, risponde Marsella.

Il riferimento è naturalmente all’Arcivescovo di Catania Salvatore Gristina, accusato di aver compiuto una nomina illegittima. Ad essere contestato, infatti, non è l’avvocato Landi, professionista stimato ed esperto, ma chi l’ha nominato e come. E nello specifico, “il mancato rispetto dello Statuto che lo stesso Arcivescovo ha emanato”.

Attualmente, sono otto gli avvocati che stanno accertando presunti  “fatti gravissimi” e “interferenze” nell’amministrazione e nella gestione del personale. Perplessità a cui risponde il neo-commissario Landi cui è stato affidato il compito di salvare l’Ente, non di liquidarlo.

Sul reale risanamento ho parecchi dubbi,- afferma Landi – ma mi riservo di approfondire quando entrerò in possesso della documentazione. Pagare solo gli stipendi ai lavoratori è un risanamento di facciata, ci sono altri aspetti rilevanti da trattare come i debiti tributari”, specifica l’avvocato.

Sulla “autorità non legittimata” (Monsignor Gristina ndr) a commissariare l’Ente, l’avvocato Landi ribatte in questi termini: “se l’Oda è un Ente ecclesiastico, allora è sottoposto alla norma di diritto canonico. Qualora non lo fosse, non potrebbe nemmeno operare perché, infatti, esiste in quanto iscritto presso l’albo della Prefettura di Catania”.

Abbiamo agito male? – chiosa invece Marsella rilanciando la questione – ridurre i costi, cercando di pagare tutto regolarmente, è un problema? L’Oda prima non pagava nessuno, ora la Fondazione è controllata: in primo luogo, dai revisori dei Conti. È una situazione distonica”.

“Non stiamo facendo la difesa di noi stessi, gli avvocati continueranno i loro riscontri per capire i prossimi risvolti della vicenda. Ma non ci possiamo fermare” promette Marsella.

Insomma, fino a quando ODA accumulava debiti l’Arcivescovo non interveniva. Così, Roma nominò Marsella. Ora, che sembra finalmente avviato il risanamento ecco intervenire nuovamente Gristina per riprendersi l’Opera diocesana.

Alcune domande sono spontanee: Marsella stava alzando il velo su cosa accaduto negli anni? Qualcuno a Catania si preoccupa di ciò che Roma potrebbe scoprire? C’è una Chiesa di Francesco e una di Gristina?

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