ODA, la difficile estate dei lavoratori senza stipendio

All’Opera Diocesana di Accoglienza il personale è andato in ferie senza ricevere il dovuto. Disagi anche per tra le famiglie dei pazienti

lettera

E’ un’estate difficile per i lavoratori dell’ODA di Catania, medici, infermieri e operatori sanitari. L’ennesima dopo vent’anni di tribolazioni, racconta la professoressa Anna Ciancio, che all’Opera Diocesana di Accoglienza lavora da una vita. E che anche quest’anno è andata in “ferie” con la preoccupazione di uno stipendio che non arriva e di una struttura le cui sorti, sospese tra complesse vicende giudiziarie e una precaria situazione finanziaria, non sono ancora chiare.

“Ci era stato promesso che ieri [giovedi, ndr] sarebbe stato pagato lo stipendio di giugno ed entro fine agosto quello di luglio – spiega Ciancio – Invece nessuno stipendio è arrivato. Un collega è andato a chiedere alla direttrice facente funzioni conto e ragione dello stipendio. Gli è stato risposto che gli uffici non hanno visualizzato i denari con cui disporre i pagamenti. Intanto l’ufficio centro è chiuso fino a lunedì quindi è difficile che ci venga pagato anche oggi”.

“Io sono iscritta al sindacato Fials – prosegue la dottoressa Ciancio – la nostra rappresentante Agata Consoli la settimana scorsa ha telefonato all’Asp di Catania per verificare che avessero effettuato i mandati all’ODA ricevendo conferma. Ed anche dalla Regione è arrivata la conferma. Dall’ODA, invece, le è stato risposto che i soldi sarebbero arrivati ai dipendenti giusto il tempo dei movimenti bancari. Questo avveniva una settimana fa. Onestamente sembra che si stia cercando di prendere tempo”.

Con questo dubbio nel cuore i dipendenti sono andati in ferie. Per modo di dire, visto che senza soldi e senza certezze è difficile dimenticare le preoccupazioni del lavoro. “Domani alle 18.00 insieme ad un gruppo di genitori dei pazienti, che vivono grossi disagi, andremo a Sant’Agata di estate per cercare di farci vedere e far capire il nostro malcontento – conclude Ciancio – Noi non possiamo più vivere così, ci rimandano a due, cinque, dieci giorni, ma ormai abbiamo accumulato quasi tre mesi di ritardo. Non possiamo pagare le utenze, i mutui, persino i viveri. Sono ventidue anni che noi all’ODA stiamo morendo. E la nostra sofferenza dev’essere conosciuta”. 

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  • L oda non pensa ai suoi assistiti ma nessuno ne parla!!! E pensare che senza i nostri bambini malati, nemmeno esisterebbe. .. il commissario continua a dire che è qui x risanare, ma vorremmo capire cosa? 109 ragazzini disabili sn a casa da ben un mese e mezzo e le famiglie sn in ginocchio …lui tt via trova il tempo x farsi intervistare continuamente e dire che è tt colpa del comune…ma non è vero è stato lui a sospenderci i trasporti e nel peggiore dei modi,riempiendoci di bugie…la convenzione e’ scaduta…ma era già scaduta da anni e il servizio c era..il comune non ci paga frottole il comune i soldi li ha sempre dati solo che vii colevate di più e siete arrivati a chiedere davanti a noi famiglie 22 euro al giorno s bambino x il trasporto richiesta che il comune non vi ha potuto accordare dato che tt gli altri centri di riabilitazione svolgono questo servizio solo x 13 euro circa a bambino l arcivescovo intervenga una volta x tt d si prenda le sue responsabilità ricordandosi che indagato o meno,sulle vicende oda l’ Opera Dio Cesana di assistenza e i nostri bambini disabili sn ancora una sua responsabilità…

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