Oda, lavoratori senza stipendio? Landi: “Una bufala”

Non si ferma lo scontro sull’ODA di Catania. A scendere ora in trincea è l’USB che difende l’operato del CDA “azzerato”

CATANIA – E’ un botta e risposta senza fine. L’ultimo capitolo della querelle sull‘Opera Diocesana di Assistenza di Catania vede protagonisti il sindacalista dell’USB Corrado Tabbita Siena e il commissario straordinario Adolfo Landi.

Ritorna lo spettro del passato – scrive in una nota il segretario USB -, mancano gli stipendi ai lavoratori. La sensazione è quella di essere ripiombati nei tempi in cui attendere notizie certe del pagamento degli stipendi era una chimera”.

Per questo, dopo la calma durata oltre un anno e mezzo, il sindacalista ha annunciato lo sciopero del 4 aprile “a causa del mancato accredito delle retribuzioni del mese di febbraio 2017 e del 50% della tredicesima 2016″.

“Notizie gratuite, infondate e pretestuose” ribatte l’avvocato Landi, la cui nomina a commissario straordinario dell’Ente ha causato nelle ultime settimane molte reazioni da parte dei lavoratori e dello stesso Consiglio di amministrazione dell’ODA, tramite Alberto Marsella.

Additato di preferire l’accordo con le sigle sindacali CGIL, CISL e COBAS anzichè presentarsi al tavolo istituzionale con la maggiore rappresentanza all’interno dell’Ente, Landi risponde alle accuse.

In ottemperanza all’accordo sindacale del 22/03/2017 con CGIL e CISL, ed all’intesa intervenuta con COBAS, è stato disposto, giorno 24 marzo, il pagamento degli stipendi di febbraio 2017 del personale della sanità e di giugno 2015 del personale della
formazione professionale. Come pure stabilito ed inteso con le stesse OO.SS., seguirà nei giorni immediatamente successivi, raccolti i dati necessari dagli uffici competenti, il versamento di un acconto ai prestatori libero professionali dell’ambito sanitario”.

Una questione che aveva già visto contrapporsi, da un lato, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e UIL, insieme a Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, a sostegno dell’iniziativa del commissariamento voluto dall’Arcivescovo di Catania. E, dall’altro, alcuni lavoratori che si erano dissociati dal “vergognoso contenuto antidemocratico” della nota inviata dalle sigle sindacali.

Proprio per questo, i dipendenti “dissidenti” avevano richiesto a gran voce l’intervento delle competenti istituzioni per “risolvere il conflitto di attribuzione dei poteri” causata dalla nomina del commissario. A scendere ora in trincea è l’USB che difende l’operato del CDA “azzerato”.

“Dobbiamo dare atto, al contrario – scrive Tabbita Siena – che alla riunione presso l’Ispettorato del Lavoro si è presentato il Rappresentante del CDA e dell’ASP, diversamente si è notata l’assenza del Commissario Straordinario Arcivescovile, come si evince dal verbale che si allega”.

A definire il commissario una “figura giuridica inesistente” era stato Marsella. Un punto su cui l’avvocato Landi aveva già risposto ai microfondi di Tribù: “Se l’Oda è un Ente ecclesiastico, allora è sottoposto alla norma di diritto canonico. Qualora non lo fosse, non potrebbe nemmeno operare perché, infatti, esiste in quanto iscritto presso l’albo della Prefettura di Catania”.

Una situazione “incresciosa” che, secondo Marsella, “blocca l’attività ordinaria dell’ODA”. Perché? Le somme destinate al pagamento degli stipendi dei lavoratori sarebbero state congelate, secondo quanto si legge nel verbale, dal Direttore con il seguente intervento della Polizia di Stato.

Intanto, le sigle sindacali CGIL, CISL, UIL,  USB e NURS.IND sono state convocate martedì 28 e mercoledì 29 dal Consiglio di amministrazione dell’ODA. All’ordine del giorno: il dispositivo del Giudice del Lavoro per la definizione dei criteri relativi al trasferimento del personale tra strutture, l’organizzazione delle equipe sanitarie, varie ed eventuali.

E’ indubbiamente un capitolo che resta aperto e continua a scatenare reazioni da più parti.

 

 

VERBALE 23 MARZO 2017: ESAME SITUAZIONE AZIENDALE ODA DI CATANIA

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