Oda, nuova denuncia dei lavoratori: “Siamo sorvegliati a vista”

Dopo i Cobas anche un gruppo di dipendenti della Fondazione denuncia vessazioni e umiliazioni

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CATANIA – Clima sempre più teso all’Oda, da mesi al centro di una battaglia tra il commissario Adolfo Landi e il Cda azzerato dalla Curia. Dopo i Cobas – che hanno accusato l’Ad rimosso Alberto Marsella di “un inasprimento dei rapporti nei confronti dei lavoratori” – un gruppo di dipendenti della storica Fondazione denuncia di essere oggetto da alcuni giorni di vessazioni e umiliazioni.

“Il signor Prefetto deve sapere come sono sorvegliati a vista i lavoratori dell’Oda” si legge in una lettera giunta alla nostra redazione. Dal 16 maggio scorso, all’ingresso degli uffici di via Galermo, sede dell’Oda, è attivo un servizio di vigilanza.

“Una vergogna e umiliazione per i tanti i dipendenti che non possono espletare con serenità il loro lavoro”, scrivono i dipendenti ponendo una serie di interrogativi. “I sindacati non consultati cosa ne pensano? Ritengono che sia ancora sopportabile una situazione del genere?. Il signor Prefetto quale organo di vigilanza della fondazione ecclesiale che fa?”, domandano i lavoratori che “sono esausti e stressati di questa assurda vicenda”.

Il gruppo di lavoratori chiede “con forza a chi ha disposto questo intollerabile servizio di vigilantes di sospenderlo immediatamente in quanto fuori da ogni logica in una organizazione lavorativa come l’Opera diocesana assistenza“. Infine un appello rivolto ai sindacati affinché denuncino “questa situazione assurda giunta dopo una settimana al paradosso e non più sopportabile”.

Soltanto pochi giorni fa i Cobas avevano denunciato “continue vessazioni ed umiliazioni da parte dell’amministratore delegato rimosso, il blocco delle attività nel settore amministrativo anche a livello strutturale, la presenza autorizzata sempre dal summenzionato Ad di vigilantes con l’incarico di impedire l’accesso ai posti di lavoro, il controllo dei locali e del personale con atteggiamenti e frasi intimidatorie”. Alla luce di ciò il sindacato di base ha indetto un presidio permanente dal 29 maggio prossimo sotto la sede della Prefettura.

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