Oda, le scuse della lavoratrice a Monsignor Russo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente le scuse rivolte a Monsignor Russo e le precisazioni sulla vicenda

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CATANIA – “Mi scuso pubblicamente con Monsignor Alfio Russo, non era mia intenzione turbare gli animi, su alcuni temi come quelli trattati, sensibili dell’ex Presidente Oda”.

Daiana De Luca, autrice della lettera aperta relativa al commissariamento dell’Opera Diocesana Assistenza di Catania, risponde a Monsignor Alfio Russo. L’ex presidente ieri ha annunciato querela nei confronti della scrivente per alcune frasi “gravi, assolutamente false e dunque diffamatorie”.

La nota in questione è stata pubblicata dalla redazione di Tribù insieme agli interventi di altri dipendenti ODA. Questi si sono scagliati contro la decisione dell’Arcivescovo Salvatore Gristina di “liquidare” il Cda della Fondazione guidato da Alberto Marsella.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente le scuse rivolte a Monsignor Russo e le precisazioni sulla vicenda. “Vorrei solo fare una puntualizzazione – scrive Daiana De Luca – credo doverosa; quanto da me scritto nella precedente nota altro non è che, per una minima parte, una estrapolazione da altri articoli NON SCRITTI da me. Più in dettaglio la parte relativa alle auto di, grossa cilindrata e viaggi, per capirci, circolava già su diverse testate giornalistiche, ad esempio in un commento ad un articolo sulla vicenda ODA pubblicato diversi giorni fa su Catania Today. Chiaro è che riconosco, col senno di poi, che tale affermazione non è certo felice”.

“Ciò detto – continua l’autrice della lettera – ritengo doverso precisare anche che non ho mai detto che il buco di bilancio fosse stato creato ad hoc da Mons. Russo durante la presidenza, ma che durante quel periodo la situazione economica dell’ente era pessima, tanto da arrivare ad un buco di diversi milioni di euro, vuoi anche per situazioni contingenti, anzi ne sono certa. Che poi questo buco si sia ridotto dall’arrivo del dottor Marsella, anche questo è un dato; certo è che non posso avere riscontri sul punto perché non ho libero accesso ai documenti, io come nessuna delle persone che in questi giorni ha preso pubblicamente posizione sulle vicende ODA”.
“Ciò che è agevolmente riscontrabile e sotto gli occhi di tutti è che da quando è arrivato il dott. Marsella i dipendenti non soffrono più per i continui ritardi negli stipendi e dunque hanno riacquistato fiducia nel futuro, a fronte di una situazione precedente molto scoraggiante”.
“Il mio – conclude la lavoratrice – non voleva essere un attacco personale a Monsignor Russo, ma solo una testimonianza di come le cose siano cambiate a favore della tranquillità dei dipendenti da qualche tempo a questa parte. Ribadisco le mie pubbliche scuse all’ex presidente della fondazione”.

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