ODA nel caos: illegittima la nomina di Landi da parte di Gristina

Infinita e intricata. La vicenda dell’Opera Diocesa Assistenza non smette di riservare colpi di scena

CATANIA – Infinita e intricata. La vicenda dell’Opera Diocesa Assistenza non smette di riservare colpi di scena.
L’ultima notizia eclatante arriva dalla Camera di Commercio di Catania che con un provvedimento di rifiuto datato 3 aprile 2017 boccia la figura del Commissario Adolfo Landi.

L’ODA si trova quindi nuovamente senza vertice: decaduto il CdA guidato da Alberto Marsella e privo di legittimità il commissariamento deciso dall’Arcivescovo Metropolita Salvatore Gristina.

Secondo quanto si legge nella nota della Camera di Commercio, “la revoca dell’organismo amministrativo in carica e la nomina del commissario straordinario di cui si chiede l’iscrizione è in contrasto con l’articolo 7 e altresì non coerente con il disposto degli articoli 16 e 17 dello statuto vigente della Fondazione“.

In altre parole la nomina di Adolfo Landi sarebbe illegittima. Nominandolo, il vescovo avrebbe agito contro lo statuto della Fondazione stessa.
La Camera di Commercio, di fatto conferma quanto avevano affermato i membri del CdA all’indomani della nota di nomina del commissario straordinario: “Questo CdA – si leggeva nell nota firmata daI sette componenti dell’organismo – è nel pieno e legittimo esercizio delle proprie funzioni, esercitate altresì dall’ amministratore delegato, a norma dello statuto vigente e delle leggi della Repubblica Italiana”.

La reazione di Adolfo Landi, come prevedibile, non si è fatta attendere: con una diffida inviata all’Ufficio per le Imprese di Catania l’avvocato ipotizza il reato di abuso d’ufficio e intima al Conservatore del registro delle imprese di revocare il provvedimento e iscrivere immediatamente gli atti che vedono come oggetto la sua nomina a Commissario straordinario.

Un pasticciaccio, l’ennesimo. Che non aiuta di certo a mettere luce sui problemi che da anni l’Opera Diocesana si porta dietro. Anzi. Una diatriba in punta di diritto che continua a lasciare in ombra i reali problemi della Fondazione e cioè il buco di oltre 50 milioni di euro creato da anni di mala gestione.

Il risanamento delle casse dell’ente era nei compiti del CdA, ma anche del commissario Landi. Così come il far luce sulle responsabilità. A chi toccherà adesso?

 

Nota della Camera di Commercio sul cambio vertice ODA

Risposta di Adolfo Landi

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