ODA, la lettera di un lavoratore: “Papa Francesco ultima spiaggia”

Sul tavolo il pagamento degli stipendi dei mesi scorsi non ancora sbloccato nonostante le rassicurazioni ricevute

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CATANIA – “Siamo al 12 luglio e degli stipendi di maggio e giugno nemmeno l’ombra”. A riaccendere il dibattito sull’ODA, a più di un mese dalla conclusione della “guerra” a colpi di carte bollate tra l’ex Cda e il Commissario Straordinario Adolfo Landi, vinta da quest’ultimo, è la lettera di un dipendente dell’Opera Diocesana giunta alla nostra redazione. Sul tavolo il pagamento degli stipendi dei mesi scorsi, non ancora sbloccato nonostante le rassicurazioni ricevute dalla lavoratrice e da altri dipendenti sul “nuovo corso” dovuto alla risoluzione del contenzioso tra i dirigenti.

Peccato che le cose, secondo l’autore della lettera, non siano affatto cambiate: “Siamo i lavoratori ODA che pur nel disagio portano avanti la baracca – spiega – Molti di noi sono già in ferie. Ferie magre, perchè due mesi senza stipendio permettono a stento la mera sopravvivenza. Ferie con banche e finanziarie alle calcagna per i debiti accumulati. Chi non è ancora in ferie chiede piccoli prestiti per mettere la benzina per continuare ad andare a lavorare. Siamo i nuovi schiavi noi lavoratori ODA: lavoriamo gratis. Come diceva il Nobel Dario Fo: ‘Zitti e remare’. E si, zitti, perchè non si può nemmeno telefonare negli uffici amministrativi in quanto per qualche oscuro guasto i telefoni non funzionano in ricezione. Isolati. Zitto il Vescovo, zitto il commissario Landi, zitti tutti. Nessun comunicato nè e-mail arriva nelle strutture. Nessuna parola viene scritta ufficialmente. Ma che colpa hanno i lavoratori di tutti i braccio di ferro svoltasi negli ultimi mesi tra il CDA rimosso e il Commissario Straordinario?”

La situazione dell’ente diocesano, insomma, continua a preoccupare. Sopratutto i dipendenti, impegnati a garantire il servizio in attesa che chi di dovere saldi gli stipendi dovuti. “Lavoratori che con 35/40 gradi continuano ad occuparsi di oltre 1500 utenti assicurando i servizi – prosegue la missiva inviata a Tribù – Ma è possibile che non interessi proprio a nessuno? Mi ritrovo a pensare a Papa Francesco come ultima spiaggia in quanto aumentano i timori di ritrovarci prima o poi nelle mani di avvoltoi pronti a rilevare , in extremis, la gallina dalle uova d ‘oro che solo per noi lavoratori è stata fonte di miseria e dispiaceri. Oggi [ieri, ndr] sempre informalmente, il Commissario Landi fa sapere che questa settimana verrà pagato lo stipendio di maggio, dopodichè resteremo in arretrato di uno stipendio fino a dicembre. E qui ci si domanda: se l’ASP ha accreditato l’85 % del secondo trimestre (aprile -maggio- giugno), per un totale di circa 3,5 mln di euro, come mai non viene pagato lo stipendio di giugno?”.

Una domanda inevasa, come altre che il lavoratore si pone: “Perchè il Commissario Landi non fa un comunicato ufficiale scritto, mettendo nero su bianco ciò che annuncia attraverso terze persone? E’ sua precisa responsabilità scrivere e sottoscrivere quanto da lui stesso disposto: troppo comodo incaricare i direttori a dire cose che in qualunque momento può smentire. Abbiamo bisogno di certezze e verità”. Contattato da Tribù, l’avvocato Landi non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Sapremo nei giorni a venire quale sarà l’evoluzione di una vicenda che non sembra riuscire a normalizzarsi.

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  • Da 15 anni siamo nelle mani di avvoltoi,che predano il predabile .Mi sa’ che anche papa Francesco non farà o non può fare nulla (ricordo che Marsella è stato inviato proprio da lui).Che fine faremo?Ai posteri, mentre ci affamato e ci trattano da invisibili.

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