ODA, respinto ricorso Landi: “Statuto inibisce autorità di Gristina”

Il Commissario Straordinario si era rivolto al Tribunale di Catania contro la mancata iscrizione alla Camera di Commercio (IL DECRETO)

Ricorso

CATANIA – La storia infinita dell’ODA si arricchisce di un nuovo capitolo. Il Tribunale di Catania ha infatti rigettato il ricorso presentato dall’avvocato Adolfo Landi – Commissario Straordinario dell’Ente nominato dall’Arcivescovo Salvatore Gristina – al provvedimento della Camera di Commercio che lo scorso 3 aprile aveva rifiutato l’iscrizione del nuovo amministratore al Registro delle Imprese.

A deciderlo il Giudice Giorgio Marino dell’Ufficio del Registro, il quale ha sostanzialmente confermato il verdetto della Camera secondo il quale “la nomina del commissario straordinario di cui si chiede l’iscrizione è in contrasto con l’articolo 7 e altresì non coerente con il disposto degli articoli 16 e 17 dello statuto vigente della Fondazione“.

“ECCESSO DI POTERE”Una pronuncia, quella del Conservatore delle imprese, che l’avvocato Landi non aveva esitato a definire “evidente eccesso di potere”, annunciando il ricorso di cui alla decisione odierna del Giudice. Il quale, letti gli atti del provvedimento, ha reputato come il diniego opposto dal Conservatore sia “legittimo atteso che gli atti di cui si è chiesta l’iscrizione non trovano alcuna rispondenza nello Statuto vigente della Fondazione ODA”.

Infatti, secondo il Giudice, “l’autorità (Arcivescovo) che ha proceduto alla rimozione dei consiglieri è quella stessa autorità cui detta facoltà è inibita espressamente dallo Statuto“.

La capacità decisionale di Gristina sarebbe stata infatti ridotta con l’approvazione delle modiche allo Statuto della Fondazione, che nella sua versione attuale impedirebbe all’Arcivescovo il commissariamento dell’Opera. “Lo stesso ricorrente [Landi, ndr] è consapevole di tale circostanza – continua il decreto del Tribunale di Catania – tant’è che testualmente indica come “l’art. 7.5 dello Statuto dell’ODA, così come attualmente vigente, pone pertanto una norma che si presente testualmente in contrasto con le determinazioni comuni del diritto canonico”.

In forza di queste modifiche l’azzeramento del Consiglio di Amministrazione non sarebbe valido, motivando il rifiuto della Camera di Commercio di iscrivere il commissario.

LA REAZIONE DI LANDI – “Non cambia nulla, la situazione resta la stessa – commenta ai microfoni di Tribù l’avvocato Adolfo Landi – Io sono iscritto al Registro delle Persone giuridiche in Prefettura mentre il Consiglio di Amministrazione è iscritto al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Il Conservatore ha ritenuto di rigettare l’iscrizione e noi abbiamo impugnato questo rigetto. Ora il giudice ha deciso, a torto o ragione, e noi stiamo valutando se presentare ricorso”.

“Io spero che questa situazione duri il meno possibile – conclude Landi – creando disagi alla gestione ordinaria dell’ente. Dobbiamo cercare una strada giudiziaria che ci consenta di fare chiarezza una volta per tutte nell’interesse dell’ODA“.

DECRETO DI RIGETTO

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