Oda, Tabbita Siena: “Lavoratori vittime dei silenzi di Gristina”

Intervento del segretario territoriale della Federazione Usb di Catania

USB

CATANIA – Ancora una presa di posizione sulla vicenda dell’Oda, la Fondazione al centro di un braccio di ferro tra il commissario straordinario Adolfo Landi, nominato dalla Curia, e il Cda “rimosso” che continua a operare ritendendo illegittimo il provvedimento dell’arcivescovo Salvatore Gristina.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Corrado Tabbita Siena, segretario territoriale della Federazione Usb di Catania.

Abbiamo scelto di restare neutrali, ma assistere in silenzio a ciò che accade in questi giorni all’Oda è compito arduo per chi da molti anni ha gridato una richiesta di allarme a tutte le istituzioni, sbattendo contro muri di gomma che prima negavano i problemi e dopo li rendevano ridicoli sottovalutandoli.

Anni ed anni di cambio di gestione con amministratori che si modificavano nel tempo, hanno lasciato in eredità milioni di euro di deficit ai subentranti. Abbiamo realizzato innumerevoli interventi che chiedevano chiarezza sull’utilizzo del denaro che regolarmente l’Asp trasferiva alla Fondazione e che invece i lavoratori non riuscivano a percepire.

Dov’erano allora i “ capi popolo “ che restavano ben celati dietro chissà quale  “autorità ecclesiale “ anziché pretendere chiarezza e trasparenza nell’interesse dei lavoratori ? Abbiamo subito insulti e tentativi di emarginazione solo per il fatto di chiedere il pagamento del legittimo salario lavorato e noi di risposta ad aumentare la richiesta di attenzione sui veri problemi sino a spingerci al deposito di un esposto alla Procura della Repubblica. Verità, verità, soltanto verità, questa hanno chiesto i lavoratori.

L’hanno continuato a fare, quando gli è stato presentato un nuovo amministratore da Sua eccellenza l’Arcivescovo di Catania che si giustificava affermando che i rappresentanti della chiesa non riuscivano ad amministrare non avendone le competenze. Sono stati, gli stessi lavoratori, testimoni di un netto miglioramento della propria situazione economica venuta proprio dai nuovi amministratori. Noi sempre vigili, equidistanti ed imparziali abbiamo difeso i diritti dei lavoratori coerentemente, anche quando si è presentata la necessità, chiedendo l’intervento del Giudice del Lavoro senza fare “ sconti “ a nessuno.

Adesso scoppia la “ querelle “ tra il CDA deposto ed un Commissario Straordinario nominato dall’Arcivescovo di Catania. Subito parte la corsa allo schierarsi con chi “ è responsabilmente “ intervenuto per estirpare il male che stava gestendo l’Oda. Ma non era stato proprio l’Arcivescovo a chiamarlo a gestire e non è stato sempre lo stesso a condividere la modifica dello “ Statuto “ della Fondazione, svincolandosi dal compito di sovrainterderla? E se non sono stati commessi reati addebitabili al Cda perché intervenire con una funzione a cui aveva rinunciato? Perché dovremmo credere a Sua Eccellenza dopo anni ed anni di silenzio e negazione? I lavoratori non sono “ gregge “da poter spostare a piacimento, sono le vittime di questi  “assordanti silenzi “, comprendono bene i fatti e gli accadimenti, anche quando si costruiscono strumentalmente situazioni che potrebbero destare stupore e sdegno, sempre da verificare perché le “campane” sono sempre diverse e sarebbe bene accertarsene puntualmente.

A parer nostro questi fatti non possono e non debbono sviare o distrarre dai veri problemi. Ci si dimentica che i lavoratori non hanno percepito lo stipendio di Aprile e sembrerebbe che non percepiranno neanche quello di Maggio.

L’Asp ha regolarmente reso disponibili i fondi, ma è stato dichiarato dallo stesso Commissario, che gli stessi siano stati utilizzati per il pagamento di personale non rientrante nel servizio chiesto dalla convenzione, aspetto vietato dagli stessi rappresentanti dell’Asp in sede Prefettizia. Sarebbe proprio il caso di andare in fondo a tutta la vicenda, ad esempio andare a verificare come sono stati gestiti ed a quali fini i fondi dell‘Oda erogati dall’Asp, anche quelli recentemente utilizzati dal Commissario Straordinario che li ha avuti a disposizione sino a qualche giorno fa.

Perché si minaccia l’interruzione del servizio dei pulmini, servizio a carico del Comune, ( qualcuno ne ha verificato il pagamento? ) e non dell’Asp, per mancanza dei soldi necessari per l’acquisto del carburante, quando si erano resi disponibili le somme adeguate con il fondo cassa delle singole strutture? Sembrerebbe realizzarsi uno strano disegno, che vedrebbe con il coinvolgimento anche dell’utenza, condizionare la scelta della “governance “ ( di fatto secondo gli esiti dei vari ricorsi è legittimato il Cda ) con l’obiettivo di creare allarmismo, quando in realtà i servizi vengono erogati puntualmente .

Riformuliamo la richiesta, all’Asp, di realizzare la surroga per il pagamento degli stipendi ai lavoratori come provvisorio intervento nei confronti di tutte le unità che espletano servizi convenzionati con l’Ente pubblico Sanitario. E’ inconfutabile il fatto che l’Usb si è battuta e continuerà a battersi con lo scopo di far emergere la verità, quella necessaria e determinante per liberare l’Oda dai pericolosi vincoli che la vorrebbero far morire. Nel rispetto di tutte le istituzioni chiediamo che vengano intraprese, da chi di competenza, tutte le azioni necessarie a far luce su tutta la vicenda dell’Oda.

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