Oda, tra vigilantes e cambio di serrature è sempre alta tensione

Continua lo scontro per la gestione della Fondazione. Un gruppo di lavoratori: “Cda legittimato a operare”

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CATANIA – All’Oda situazione sempre in alto mare. La matassa è sempre più ingarbugliata. Da un paio di mesi, la contrapposizione tra il commissario straordinario Adolfo Landi, nominato dalla Curia, e il Cda “azzerato” che continua a operare perchè reputa illegittimo il provvedimento dell’arcivescovo Salvatore Gristina, rende il clima in seno all’Oda sempre più incandescente.

Nocciolo della questione, la gestione della storica Fondazione. Scontro che preoccupa i sindacati che hanno invocato l’intervento del prefetto Silvana Riccio sulla richiesta del concordato preventivo in continuità avanzata dal presidente del Cda Calogero Romano.

Nei giorni scorsi, un gruppo di lavoratori ha denunciato “vessazioni e umiliazioni” da parte dell’amministratore delegato del Cda, Alberto Marsella.  “Un inasprimento dei rapporti nei confronti dei lavoratori” accusano sottolineando che dal 16 maggio scorso, all’ingresso degli uffici di via Galermo, sede dell’Oda, è attivo un servizio di vigilanza che sorveglierebbe a vista i lavoratori dell’Oda. Vigilantes che “impediscono l’accesso al posto di lavoro“, ha rincarato la dose il sindacato Cobas, annunciando che dal 29 maggio darà vita a un presidio permanente sotto la Prefettura.

Ma non è tutto. Giovedì pomeriggio alcuni operai hanno provato a cambiare le serrature della sede di via Galermo, perché pare che l’Ad Alberto Marsella volesse impedire l’accesso a Landi e agli stessi dipendenti. Sull’accaduto, il commissario straordinario ha presentato denuncia. Solo l’intervento della Polizia alcune ore dopo ha evitato l’intervento degli operai e rasserenato gli animi tra i lavoratori. Lunedì dovrebbe tenersi un incontro tra il prefetto e una delegazione di sindacalisti e lavoratori.

In merito a questi ultimi fatti, un altro gruppo di lavoratori dell’Oda ha inviato la seguente nota che pubblichiamo integralmente.

“In relazione alla confusa fuga di notizie che interessa l’Oda di Catania, si rendono necessarie, oltre che doverose, alcune precisazioni. Come si è già avuto modo di dire e ribadire più volte, l’Oda è un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto e dunque soggetto alle norme del nostro ordinamento. Lo dice la legge dello Stato e lo conferma un provvedimento del 16 aprile scorso con cui l‘autorità giudiziaria adita, respingendo il ricorso dell’avv. Landi, nominato quale commissario straordinario della fondazione dall’arcivescovo Gristina, ha riconosciuto la piena legittimazione ad agire, per quanto attiene l’ordinaria e straordinaria amministrazione, il Cda, impropriamente da qualcuno ancora etichettato ” rimosso “ ed ” illegittimo”, e il suo Ad, dott. Alberto Marsella.

Proprio sulla base di tale provvedimento, ormai definitivo in quanto da nessuno impugnato, il legittimato CdA ha presentato presso il Tribunale fallimentare di Catania, istanza di ammissione al concordato preventivo in continuità; ciò al fine di far fronte alla delicata situazione economica che affligge l’ente da anni a causa di una pregressa malsana gestione dello stesso.

Nell’attesa che il Tribunale, visionata la copiosa e puntuale documentazione posta a corredo dell’istanza su richiamata, ammetta la fondazione al concordato preventivo in continuità, l’Ad, con comunicato ufficiale del 26.5.2017, così rassicura gli oltre 500 dipendenti “è ferma l’ intenzione del Cda della fondazione di garantire la prosecuzione dell’attività di impresa, obiettivo primario di questa amministrazione”.

Fugato, dunque, ogni dubbio, i lavoratori, allarmati da voci inopportune ed infondate che non trovano riscontro nei fatti, tirano un sospiro di sollievo e oggi si dicono sereni. Nessun intento di ” sciogliere ” la fondazione, così come riportato nei giorni scorsi da diverse portate giornalistiche, muove l’operato di questo Cda. Nessuno ” stato di polizia” all’interno degli uffici amministrativi, solo tanto lavoro per l’Ad ed i suoi collaboratori, al fine di far luce su conti e debiti precedente contratti dalla fondazione.

Ci si augura , per buona pace e serenità di tutti i lavoratori, di oltre i 1500 utenti, del Cda e del presidente, una rapida soluzione di questa tanto immotivata quanto inopportuna guerra alla legittimità governance.

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