Oda: “Il Cda di Marsella ha ridato serenità ai lavoratori”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di una dipendente della Fondazione

oda

CATANIA – Continua a tenere banco la crisi dell’Oda che da settimane è al centro di un braccio di ferro tra il commissario straordinario Adolfo Landi nominato dall’arcivescovo Salvatore Gristina e il Cda che, sebbene sia stato “azzerato”  dalla Curia, non ha mai smesso di operare.

Una matassa intricata e infinita, che ovviamente tiene sulle spine i 500 dipendenti della Fondazione che danno assistenza a oltre 1500 disabili. Lavoratori che a più riprese hanno manifestato tutte le loro ansie e preoccupazioni con lettere e comunicati stampa a cui Tribupress ha dedicato ampio spazio.

In quest’ottica, pubblichiamo integralmente l’ultimo intervento giunto alla nostra redazione a firma di una dipendente, la signora Anna Ciancio: 

“Come dipendente Oda non posso permettere che uno sparuto gruppo di lavoratori parli a nome di 500 dipendenti. L’assemblea tenutasi il 12 corrente mese nei locali di via Galermo 173, ha visto circa 30 dipendenti. Le firme in calce al ‘documento’, così viene chiamato, partorito in seno all’assemblea sono poco più di venti. Questo ‘atto del topo’, gestito dai ‘commilitoni’ del Commissario Landi e di S.E. l’Arcivescovo Gristina, è un insulto all’intelligenza.

Comincio col ricordare al ‘folto gruppo di lavoratori’ che in 40 anni di vita l’Oda ha visto triplicare il suo debito dal giorno della vergognosa rimozione del suo fondatore, Monsignor Calanna, rimosso dal Vescovo circa 15 anni fa e sostituito con Monsignor Russo. Oscuri i motivi della suddetta rimozione. Certo è che da quell’inspiegabile e inspiegato atto l’Oda inizia la sua discesa verso il baratro debitorio. Inizia da allora il calvario dei dipendenti con vergognosi arretrati di stipendio di 3/4 mesi fissi. Certo a non lamentarsi erano solo pochi lavoratori, alcuni dei quali promotori dell’assemblea suddetta: chissà perchè! E sono gli stessi lavoratori che il rimpianto Monsignor Calanna, per atti di benevolenza e compassione umana (non certo per le loro discutibili competenze) aveva non solo assunto all’Oda, ma anche posizionato in posti di comando. Gli stessi ben presto si sono dimenticati della sua generosità e prontamente sono saliti sul carro del nuovo Presidente, guidandoci sin sull’orlo del precipizio.

Vorrei anche ricordare che i principi religiosi che reggono l’Oda sono stati fino ad oggi oltremodo rispettati, sia dai lavoratori che pur senza stipendi hanno continuato a lavorare al servizio di 1500 utenti disabili , sia dall’attuale Consiglio di Amministrazione che ha sempre iniziato gli incontri con i lavoratori con una preghiera. In ogni struttura è presente una cappella a disposizione di lavoratori e utenti dove periodicamente vengono celebrate le messe. Quindi vorrei capire quali timori al riguardo nutrano i circa 30 lavoratori che hanno redatto questo ridicolo documento.

Ancora: il Cda contestato venne nominato e presentato proprio dal Vescovo in persona presso i locali di San Nullo. Ricordo ancora che in quella occasione Gristina disse che i preti non si intendono di questioni economiche e per questo aveva umilmente messo l’amministrazione economica nelle mani di esperti, lasciando a Monsignor Russo le questioni religiose e di culto. In quella occasione vantò i meriti dell’attuale Ad Marsella.

Sempre lui, Gristina, approvò le modifiche allo Statuto della Fondazione Oda che vennero sancite nel provvedimento del 24/08/2015, davanti al notaio Carmelo Sinatra , presso la Parrocchia M.SS del Rosario a Fleri. Il nuovo Cda ha sanato il debito stipendiale ridando serenità ai lavoratori. Forse però non si è limitato a questo e ha voluto vederci chiaro sulla reale portata del debito fino ad allora sconosciuto , e soprattutto sul ‘come’ questo debito era lievitato negli anni.

Deve essere per questo se improvvisamente, dopo anni di silenzio e indifferenza Gristina ancora una volta opera uno di quegli atti che più sembra amare: la rimozione! Rimosso Monsignor Calanna. Rimosso il Cda. In psicologia la rimozione attende a un processo di difesa , laddove il contenuto di un ricordo , di una azione , di un sentimento risulta insostenibile al soggetto. Evidentemente queste rimozioni ( non inconsce) di Gristina hanno avuto il significato di salvaguardare ciò che è prudente non venga scoperto e reso pubblico.

Infine è bene chiarire che chi affama i lavoratori , chi gli toglie la dignità , chi non ha gratitudine per ciò che ha ricevuto ( anche senza averne merito) non avrebbe nemmeno il diritto di pronunciare parole quali Cristiani-carità-Chiesa-Religione. Dovrebbe in silenzio defilarsi, ma la vergogna è un sentimento ad essi sconosciuto. Aspettiamo con serenità le pronunce della Magistratura. Intanto trascorriamo la Santa Pasqua senza stipendio e aspettiamo la resurrezione dell’Oda.

P.S. Dopo 15 anni di ‘esilio’ Monsignor Calanna è stato invitato presso gli uffici e le strutture da lui fondate proprio su richiesta dell’Amministratore delegato Marsella, quale atto di riconoscimento a chi ha speso la sua vita per l’Oda avendone in cambio un freddo ben servito. Non si permetta più, questo sparuto gruppo di lavoratori di parlare a nome dei 500 dipendenti che, diversamente da loro, non hanno la memoria corta e sanno distinguere e scegliere tra il bene comune e l’interesse personale di pochi”.

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