Ong, il Governo riparte da Zuccaro. A Catania indagini sui trafficanti

Mesi dopo lo scoppio del “caso Ong” le modalità di intervento delle navi private tornano al centro della scena. La strada è quella tracciata dal Procuratore etneo

Csm

CATANIA – Mesi dopo lo scoppio del “caso Ong” – e la bufera sul Procuratore Carmelo Zuccaro, “colpevole” di averlo sollevato – la questione dell’accoglienza dei migranti e le modalità di intervento di alcune navi private torna prepotentemente al centro della scena.

Complice il perdurare degli sbarchi e la “stretta” tentata dal Governo italiano nei confronti dei partner dell’UE per una condivisione del fenomeno migratorio. Un dossier delicato, quello passato in queste ore sui tavoli dell’Esecutivo e delle cancellerie europee, nel quale ricompaiono le Ong. Per le quali le soluzioni ipotizzate vanno proprio nella direzione tracciata mesi addietro da Zuccaro.

Divieto di avvicinarsi alle coste libiche per le navi delle organizzazioni non governative e agenti di polizia giudiziaria a bordo per supervisionare le operazioni di salvataggio. Ma l’ipotesi che ha fatto maggiormente discutere è quella del “blocco” all’accesso ai porti italiani se queste regole non saranno rispettate. Proprio l’agenda proposta dal magistrato catanese nel corso delle audizioni tenute in primavera in diverse sedi istituzionali.

Zuccaro aveva palesato i propri dubbi sulla gestione del fenomeno migratorio da parte di alcune Ong e proposto soluzioni che avrebbero facilitato il lavoro delle Procure senza limitare il dovere all’accoglienza. “Non posso non mettere in evidenza il fatto che le Ong sono protagoniste della gestione di questo traffico – aveva detto il magistrato – Vi sono organizzazioni che hanno dimostrato di operare in modo inequivocabile per la solidarietà. Parlo di Save the Children e Medici senza frontiere. Non dico che tutte le altre debbano essere messe sullo stessi piano, ma alcune hanno comportamenti che ho il dovere di segnalare”.

Un dovere che molti avevano scambiato per provocazione, con la politica che ci aveva messo lo zampino e il “caso” che aveva assunto le dimensioni di un redde rationem tra schieramenti. La denuncia di Zuccaro, però, era più che suffragata. E il fatto che mesi dopo il Governo decida di ripartire da qui per ridiscutere le politiche di accoglienza italiane in relazione alle ONG è più che significativo.

Intanto arriva la conferma che la Procura di Catania indaga su alcuni soggetti – in buona parte libici – appartenenti ad un’organizzazione internazionale dedita al traffico di migranti nel mar Mediterraneo. Il reato ipotizzato è associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Dell’indagine, come specificato dagli uffici della Procura, non farebbero parte le Ong né i presunti contatti con la Libia.

A carico di membri di una organizzazione non governativa risulta aperta un’indagine a Trapani, come chiarito mesi addietro dal Procuratore Cartosio. 

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *