Operazioni antidroga nell’agrigentino: in manette un corriere e un pusher

A Favara i carabinieri hanno arrestato un ghanese trovato con 10 ovuli di eroina nello stomaco. Un disoccupato di 33 anni beccato a Ravanusa con 1 chilo di marijuana in casa

AGRIGENTO – Due operazioni antidroga sono state messe a segno nelle ultime ore dai Carabinieri in provincia di Agrigento. A Favara, le manette lo scattate per un ghanese di 45 anni, che è stato trovato con 165 grammi di eroina purissima nascosti nello stomaco. Il corriere della droga, arrivato in autobus dalla Spagna, è stato fermato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile mentre chiedeva un passaggio ad una ignara giovane coppia.

Dopo essere stato controllato, il ghanese si dimostrava nervoso, avvertendo forti dolori allo stomaco e facendo insospettire i militari che potesse aver ingerito ovuli di sostanza. L’uomo è stato così portato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove le radiografie hanno rilevato che nello stomaco vi fossero 10 ovuli nello stomaco, per un totale di circa 165 grammi di eroina. Dopo le cure del caso, l’uomo è stato associato nella casa circondariale di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La seconda operazione è stata eseguita a Ravanusa, dove è stato arrestato in flagranza un 33enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ad attirare l’attenzione degli investigatori è stato il tenore e lo stile di vita condotto dal 33enne, pregiudicato per reati contro la persona ed il patrimonio. Pur essendo disoccupato, infatti, andava in giro su un Suv di grossa cilindrata.

Durante una perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno rinvenuto un chilo di marijuana, che l’uomo aveva abilmente occultato all’interno di un vecchio mobile nel suo garage e strumenti utilizzati per pesare e confezionare la sostanza stupefacente. La droga sequestrata, al dettaglio, avrebbe fruttato oltre 3000 euro.

Sempre durante la perquisizione, i Carabinieri hanno recuperato nell’abitazione dell’arrestato anche un pugnale da combattimento di interesse storico. Si tratta di un’arma in dotazione all’esercito austriaco durante la prima guerra mondiale che i soldati avevano in dotazione fino al 1918. Il 33enne è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione della Procura di Agrigento.

 

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