Palermo, mutilazioni a vittime compiacenti per truffe assicurative. E’ la società del disagio

Le vittime venivano scelte tra categorie particolarmente disagiate, “disoccupati al limite della povertà, tossicodipendenti, alcolisti”

A Palermo due organizzazioni criminali avrebbero realizzato truffe assicurative mutilando gli arti di vittime compiacenti. A scoprirlo la Polizia di Stato, che nelle scorse ore ha arrestato undici persone nel corso dell’operazione “Tantalo”, coordinata dalla Procura di Palermo. Il nome dell’operazione richiama il personaggio della mitologia greca che crudelmente fece a pezzi e cucinò i suoi stessi figli.

E il richiamo non è affatto casuale. Secondo gli inquirenti le mutilazioni sarebbero avvenute lanciando “pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati nelle palestre sugli arti delle vittime, in modo da procurare delle fratture che spesso menomavano le parti coinvolte costringendole anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e a volte alla sedia a rotelle”. Finti incidenti che potevano fruttare ai criminali dai cento ai centocinquantamila euro a pratica.

Le vittime sarebbero state scelte tra categorie particolarmente disagiate, “disoccupati al limite della povertà, tossicodipendenti, persone affette da problemi di alcolismo e ritardi psichici. La prospettiva illusoria di intascare lauti risarcimenti aveva facile presa su soggetti disperati e indigenti, che acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, illusi dalla promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato enorme, tanto più consistente quanto più grave sarebbe stata la mutilazione e la frattura cui si sottoponevano”.

Per le mutilazioni i gruppi si sarebbero serviti di dosi di anestetico procurate da una dei soggetti fermati, infermiera in servizio presso l’ospedale Civico di Palermo. “Ciò – scrivono ancora gli inquirenti – al fine di attenuare le grida di dolore delle vittime”.

Ma alcuni degli arrestati si sarebbero macchiati anche di un omicidio, quello del tunisino Hadry Yakoub, appena ventiduenne, trovato morto su una strada alla periferia di Palermo, nel gennaio del 2017. Secondo gli investigatori il ragazzo “che presentava fratture multiple della tibia e del perone, era deceduto non perché coinvolto in un incidente stradale ma a causa delle lesioni patite che gli erano state procurate altrove, prima di essere abbandonato sul manto stradale”. 

La vicenda giudiziaria avrà il suo corso. Ma possiamo già domandarci che tipo di società sia quella ove il bisogno e la disperazione spingano alcuni individui disgraziati a mettere a repentaglio la propria salute, a costo di sofferenze indicibili, dietro la promessa di un po’ di danaro. Offerto da criminali senza scrupoli, disposti a tutto pur di mettere a segno la truffa escogitata, persino ad approfittare di persone deboli o incapaci di intendere e di volere.

Un disagio che ha superato da tempo il punto di non ritorno, giungendo ad aberrazioni come quelle commesse dal gruppo fortunatamente neutralizzato dagli inquirenti palermitani. Ma non è compito delle Forze dell’Ordine neutralizzare il disagio che dell’orrore costituisce la radice profonda, in una società ormai incapace di comprendere se stessa. Destinata a rimanere vittima di Tantalo e del suo delirio divoratore.

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