Palazzo di Giustizia, lavoratore minaccia di buttarsi. Salvato

Momenti di tensione stamattina al Tribunale di Catania. Poco dopo le 9.00, un uomo ha scavalcato una delle balaustre del secondo minacciando di gettarsi nel vuoto

Catania: Palazzo di Giustizia: scavalca balaustra e minaccia di buttarsi. Il protagonista della protesta sarebbe un dipendente del Tribunale, forse un ex cancelliere. Sul posto un’ambulanza del 118 e i Vigili del Fuoco LEGGI L'ARTICOLO —–> goo.gl/q1Rxy9

Pubblicato da Tribù su Martedì 10 ottobre 2017

 

CATANIA – Momenti di tensione stamattina al Tribunale di Catania. Poco dopo le 9.00, un uomo ha scavalcato una delle balaustre del secondo piano del Palazzo di Giustizia minacciando di gettarsi nel vuoto. Il protagonista, L. M., sarebbe un lavoratore di un’azienda privata del settore rifiuti, a suo dire ingiustamente licenziato. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe chiesto di parlare con i magistrati per denunciare il suo caso. 

Sul posto sono intervenuti un’ambulanza del 118 e vari mezzi dei Vigili del Fuoco, sprovvisti però del gonfiabile di sicurezza, guasto da mesi a causa dei tagli. Per montarlo si è dovuto attendere che arrivasse da Messina. Lo strumento in dotazione ai pompieri di Catania, infatti, è guasto da molto tempo e a causa di alcuni tagli non si sarebbe riuscito a ripristinarlo. Per questo in casi di emergenza occorre temporeggiare fintanto che il “materasso”, come viene chiamato, arrivi dal capoluogo messinese oppure da Siracusa.

Anche oggi si è temuto che l’uomo potesse perdere l’equilibrio e cadere giù, visto anche che continuava a muoversi e a gesticolare. In molti hanno cercato di ricondurlo alla ragione, compreso il Presidente del Tribunale Francesco Saverio Mannino, che ha tentato di convincerlo ad abbandonare la balaustra. Tutto inutile, visto che per oltre due ore il lavoratore è rimasto “appeso” urlando e rifiutandosi di scendere, creando serie preoccupazioni alle Forze dell’Ordine presenti sul posto. Una volta arrivato e montato il materasso di sicurezza, tuttavia, i Carabinieri sono prontamente intervenuti a bloccare l’aspirante suicida mettendolo in salvo.

Durante le operazioni il piano terra e i primi due piani del Palazzo di Giustizia erano stati bloccati al pubblico, ma le udienze erano proseguite regolarmente. Sul posto erano presenti alcuni parenti del lavoratore, che sarebbe padre di quattro figli. La moglie, durante le “trattative” per il salvataggio del coniuge, avrebbe accusato un malore.

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