Palermo, la Ragioneria dello Stato invia ispettori. Chieste le carte, Orlando: “Collaboriamo”

Maria Rita Longo, Cesare Carassai ed Ermanno Piteo sono i tre ispettori inviati a Palazzo delle Aquile per verificare l’operato del Comune

PALERMO – Maria Rita Longo, Cesare Carassai ed Ermanno Piteo sono i tre ispettori inviati a Palermo dalla Ragioneria Generale dello Stato per verificare l’operato del Comune praticamente in ogni ambito. Sono arrivati direttamente da Roma meno di una settimana fa, resteranno ancora per una settimana e poi torneranno nella Capitale. Ma solo per le Feste, perché a gennaio saranno di nuovo a Palermo per continuare la verifica.

Una verifica quanto meno anomala. Voci di corridoio insinuano che sia dovuta a qualche interrogazione parlamentare del M5S, ma è un’ipotesi improbabile quanto un’altra. La sola cosa che si sa per certa è che il terzetto si è installato in una delle stanze del Capo di Gabinetto e ha chiesto di vedere e vagliare praticamente tutto. Nomine di dirigenti, nomine degli esperti, costi del personale, delibere, certificazioni, nomine dei diretti collaboratori del sindaco, ma anche gli incarichi esterni, le consulenze, le auto blu, i debiti e i crediti.

Il sindaco Orlando ha garantito la massima collaborazione del Comune e dei suoi uffici agli ispettori, ma a Palazzo delle Aquile resta un clima di fibrillazione. La mole di documenti richiesta per essere vagliata dai tre ispettori è imponente e nel clima pre-elettorale non è certamente rassicurante. Del resto, non è neppure normalissimo che vi siano indagini ed arresti di funzionari e dipendenti comunali come a Palermo negli ultimi anni. Tanto per fare un esempio, non è di neppure due anni fa l’arresto di una quindicina di persone che gestivano prima la Tares e poi la Tarsu come se fosse cosa loro. L’indagine, coordinata tra gli altri dal magistrato Bernardo Petralia (che si sta occupando attualmente della firmopoli del M5S a Palermo), durò oltre un anno ed accertò anche attraverso registrazioni e filmati come gli indagati, in cambio di sostanziose mazzette, operassero degli “sgravi” dell’imposta sui rifiuti a diversi imprenditori.

Senza contare le indagini prima della Procura e poi della Corte dei Conti sul costo della realizzazione del tram. Il progetto, risalente agli anni ’90, sarebbe dovuto costare poco più di 160 miliardi di vecchie lire, mentre è costato 230 milioni di euro vent’anni dopo. Un po’ troppo, secondo i magistrati contabili.

In ogni caso, gli ispettori ministeriali sono interessati non solo a far luce sugli eventi macroscopici finiti anche nel mirino della stampa, ma davvero a tutta la gestione dell’operato del Comune, che dovrà rispondere almeno su una sessantina di punti che gli ispettori intendono chiarire, anche nell’ambito della gestione del personale. Sembrerebbe siano stati richiesti l’organigramma completo dell’Ente, diviso per qualifica e area, e gli atti con cui sono stati determinati la dotazione organica e i piani di reclutamento dal 2011 a oggi. E perfino le delibere che certificano le assenze di personale in eccesso, comprese le cessazioni di servizio dal 2010 ad oggi con il relativo risparmio per le casse comunali.

Decisamente non è rassicurante, per gli inquilini di Palazzo delle Aquile.

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  • Chiedo di parlare con questi ispettori ho qualcosa di molto importante da dover riferire agli ispettori sulle spese irregolari. La responsabile della ragionetia d.ssa Agnello non riceve nessuno perché ha fatto troppe porcate e nel frattempo ha mandato al centinaia di famiglie e piccoli imprenditori al collasso. Spero che si faccia subito chiarezza.

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