Dalle “voci” sulla parrocchia alle accuse di complotto: il web si spacca su padre Guidolin

Le reazioni all’arresto del sacerdote, accusato di violenza sessuale su minori 

GUIDOLIN

CATANIA – La signora Patrizia è in stato di shock: “E’ il parroco che ha battezzato a mio figlio e fatto il cammino di comunione e cresima”, scrive su Facebook condividendo la notizia dell’arresto di padre Pio Guidolin, finito in manette nelle scorse ore con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minori. Il peggiore marchio d’infamia per un sacerdote, che i bambini avrebbe dovuto accompagnarli nella strada della rettitudine e dei sacramenti.

Secondo le accuse, invece, padre Guidolin i bimbi li accompagnava in tutt’altro posto. E il racconto si colora di particolari agghiaccianti, blasfemie compiute con l’olio santo durante le violenze e rivendute alle vittime che “atti di purificazione” e avvicinamento al Sacro. Ma il sacerdote aveva anche altri argomenti per convincere vittime e famiglie a tacere. Secondo gli inquirenti in molti, nella parrocchia di Santa Croce al Villaggio Sant’Agata, avrebbero saputo. Ma avrebbero taciuto anche per la minaccia da parte del sacerdote “di far intervenire esponenti della criminalità organizzata etnea”. 

Chi aveva osato opporre resistenza, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stato posto ai margini della comunità parrocchiale, che al sacerdote era molto devota. Una devozione che nulla avrebbe di cristiano, francamente, se le accuse venissero confermate. Anzi. L’arresto di padre Guidolin getta una nuova luce sulle vicende della parrocchia del Villaggio Sant’Agata, dalla quale il prete si era allontanato per motivi mai chiariti del tutto. Agli amministratori parrocchiali il sacerdote avrebbe lasciato i conti in disordine e una chiesa tutt’altro che serena. Da tempo le voci dicevano che a Santa Croce qualcosa non andava. Ma fino all’arresto di oggi, le indicibili accuse non avevano trovato corpo. 

Per molti è come essersi risvegliati in un incubo, in una dia delle vicende che si ascoltano in televisione ma non riguardano mai noi stessi. Le reazioni parlano di rabbia, sconforto e disgusto. “Sono sconvolta. Lo conosco. Facevamo gli esercizi spirituali con lui a scuola. Aveva modi non proprio da parroco ma non mi aspettavo questo”, scrive Elisabetta. È stato mio insegnante di religione al Cutelli… ci chiedeva ‘Perché si vive secondo voi?’ … Sono sconvolto”, commenta Michele. “Lui non è più li da tempo… ma si vociferava che aveva messo le mani addosso ad un ragazzino…”, ricorda Alessia. Per tutti la notizia è indigeribile, come sempre quando un sacerdote viene scoperto nel più immondo peccato. A farne le spese, naturalmente, è la Chiesa di Cristo: “Ogni volta che succede una simile cosa, sia che si sappia o no, è come se si pianti un altro chiodo su Cristo in croce… E’ atroce che a commettere questi abomini siano persone ‘di chiesa’… Ma di Chiesa non hanno nulla…”.

Ma c’è anche chi si appella alla presunzione di innocenza per il sacerdote: “Manca il processo giudiziario. Poi, condanna e prigione. Immaginate se tutto fosse una vendetta o uno sbaglio… Una vita distrutta…”, avverte Francesco. Che non è l’unico ad evocare un complotto nei confronti di padre Guidolin: “Non è vero nulla! Era solo scomodo a qualcuno! – lo difende Elena – Deve vivere con il rimorso chi lo ha accusato solo per paura! Lo conosco da quando ero piccola… Eccentrico si, diverso dagli altri, ma con un immenso coraggio! Vai Pio, noi siamo con te!”. Il tribunale del popolo su padre Guidolin si è spaccato. Per conoscere la verità sulla vicenda bisognerà attendere la Giustizia. 

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  • La mia famiglia(io,mia moglie e mio figlio) penso che, avendolo conosciuto abbastanza, tanti anni fa, non possiamo parlare male di lui. Anzi, abbiamo avuto tanto bisogno e lui ci ha aiutato tante volte; non si è tirato mai indietro.

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