La ginecologa: “Care pazienti, votate per mio figlio”

Una lettera per invitare a votare il figlio candidato all’ARS. Nulla di strano, se non che la vicenda è accaduta nel contesto dell’Ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani

pazienti

TRAPANI – Una lettera per invitare a votare il figlio candidato all’ARS. Nulla di strano, se non che la vicenda è accaduta nel contesto dell’Ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani. La cui dirigente Francesca Paola Malteseginecologa, madre di Francesco Salone, in corsa per Palazzo dei Normanni con la lista Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia – ha preso carta e penna per chiedere alle pazienti di votare per il figliolo. “Cara paziente e amica – si legge nella lettera su carta intestata – a distanza di pochi mesi torno a scrivervi, inorgoglita dal fatto che, lo scorso 11 giugno, molti di voi hanno dato o riconfermato a Francesco. Grazie davvero”.

Foto: profilo FB Roberta Ruscica

Salone, ex conigliere comunale di Forza Italia, alle scorse Amministrative ci aveva riprovato sostenendo il candidato sindaco Mimmo Fazio, finito al centro dell’inchiesta “Mare Monstrum” della Procura di Palermo su un presunto giro di corruzione intorno al sistema dei traghetti siciliani. Indagine che aveva portato al commissariamento del capoluogo: “All’esito delle ultime elezioni ho visto mio figlio piangere per la triste sorte della città – ricorda mamma Francesca – Ma i suoi occhi pieni di voglia di fare, crescere  cambiare, non hanno mai smesso di sognare”.

Motivando la candidatura di Salone all’ARS con i Popolari e Autonomisti, la lista che riunisce il Cantiere Popolare e gli ex Mpa: “Ormai da settimane sta lavorando per poter riuscire a mettere di nuovo al servizio dei cittadini, la sua competenza ed efficienza acquisita nel corso del suo mandato comunale”, scrive la dirigente. “La passione, la serietà e l’entusiasmo con cui porta avanti le sue idee è sicuramente motivo di soddisfaccio e per me e mio marito, Renato”.

Ma il supporto dei genitori entusiasti di cotanto figlio non basta a vincere le elezioni: “Così vi chiedo, ancora una volta, di sostenere e condividere il progetto di Francesco, mio unico figlio, invitando, se possibile, anche i conoscenti, gli amici e i parenti a supportare l’ambizioso progetto di cambiamento”. Un “nota bene” segue la richiesta di voto, con le indicazioni precise per votare Salone.

LA REPLICA – Ma il candidato bolla tutto come una strumentalizzazione degli organi di stampa, precisando come la madre abbia scritto dall’indirizzo del suo studio privato ad un gruppo di amiche e pazienti, appunto, e non alla mailing list dell’ospedale. L’aspirante deputato regionale lo scorso luglio ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per truffa sui rimborsi percepiti indirettamente da consigliere comunale. Secondo i PM di Trapani Salone avrebbe “documentato un fittizio rapporto di lavoro con un ristorante di San Vito lo Capo al fine di maturare rimborsi illeciti”. Accuse respinte dall’ex consigliere trapanese, che si era detto pronto a provare la propria innocenza in casi di rinvio a giudizio. 

Oggi la vicenda della lettera vergata dalla madre per chiedere il voto in suo favore. Che di là dalla liceità dell’operazione, che toccherà all’ASP chiarire, si qualifica già come un comportamento parecchio inopportuno. Quello di un medico che fa campagna elettorale profittando del rapporto fiduciario instaurato con le pazienti. Toccherà agli elettori giudicare. 

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