Regione, il PD boccheggia al Governo. Zero strategia, SOS a Grasso per rianimazione

Direzione regionale cautela e attendismo. Unico orizzonte la candidatura del Presidente del Senato 

PD

PALERMO – La quadra tra il sostegno a Crocetta e l’alleanza strategica con centristi e alfaniani per le prossime Regionali il PD la trova al termine di un pomeriggio prevedibilmente caldo.

Consolato dall’aria condizionata dell’Hotel et des Palmes, sparata sui presenti che numerosi, al momento di uscire dall’albergo, accuseranno lo sbalzo di temperatura e lanceranno improperi contro l’afa di giugno. Ciò che sarebbe accaduto alla direzione regionale convocata oggi pomeriggio era chiaro a tutti, e da giorni: con la crisi infranta sull’arroccamento degli Assessori Mangano e Vermiglio e le sole dimissioni di Pistorio a dare un senso ai patemi d’animo di questi giorni – “Esperienza conclusa”, avevano prematuramente comunicato i partiti la settimana scorsa – alla direzione sarebbe andato in scena un capolavoro di attendismo, un non plus ultra di diplomazia. Con l’unico orizzonte della candidatura del Presidente del Senato Pietro Grasso.

Certo ufficialmente sono stati snocciolati molti temi. Dalla vittoria del “papà” Leoluca Orlando a Palermo all’assurda situazione di Trapani, con il candidato PD Pietro Savona “incastrato” in un ballottaggio solitario dal competitor Mimmo Fazio, indagato e volontariamente ritirato per far fallire le elezioni. A parte questo, rivendica il Segretario Regionale Fausto Raciti, il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle sono indietro e il merito è anche del PD.

Non aggiunge “sopratutto”, il segretario regionale, ma in questa fase c’è da mettere quanta più legna al fuoco e agli avversari la sconfitta dell’11 giugno (“Un caro abbraccio a Ferrandelli, il Micròn di Palermo”) brucia ancora parecchio. Fondamentali dunque le ragioni di quella vittoria: segue ampia trattazione della “coalizione ampia” e della “scelta generosa” operata dal Partito Democratico per queste ultime Amministrative.

altrettanto nobile atteggiamento va tenuto nelle vicende relative al Governo regionale, afferma Raciti, nonostante le pagine dolorose di questi giorni. E alcuni episodi mal sopportati come lo scontro Crocetta-Pistorio che però, c’è da dire, non sarebbe avvenuto se le intercettazioni non fossero state pubblicate.

Ma è andata così: da mezzogiorno l’Assessorato ai Trasporti è vacante e il Presidente della Regione – autorevole e stimato dirigente del PD, viene sottolineato – può vantare di aver vinto la sua battaglia personale contro l’omofobia mentre la crisi ancora non si è vista, e dunque non c’è necessità di affrontarla. Il Governo tiene, e hai voglia che la Sicilia ha bisogno di essere governata. Anche di qui a novembre, nonostante le ansie elettoralistiche delle parti in causa, nonostante “le orchestrazioni di questi giorni” denunciate giovedì scorso dai Centristi quando l’addio a Crocetta sembrava cosa fatta.

E di questa necessità di governo, sotto l’aria condizionata sparata dell’Hotel et des Palmes, Raciti è ben contento di parlare. Partendo dal presupposto che di errori non v’è chi non ne commetta, ma la legislatura che si avvia a conclusione è stata di cambiamento e il merito è anche del PD. E aggiunge “soprattutto”, stavolta, il segretario regionale, quando spiega che la prossima campagna elettorale dovrà partire dal racconto dei risultati conseguiti e dal ruolo in essi del Partito Democratico.

E costruire una coalizione come per le Amministrative, come per il Governo – fino a poco tempo fa, anzi ancora adesso – senza inutili complessi d’inferiorità e consapevoli che la “svolta”, in Sicilia, si chiama PD. Quando il segretario finisce di parlare sono quasi le sei del pomeriggio, e c’è chi è riuscito a sudare anche dentro la sala refrigerata. Si susseguiranno adesso gli interventi, le considerazioni, le analisi. 

Male non fare, paura non avere, sarà l’indirizzo finale di questa direzione. Da cui si esce con la stessa consapevolezza con cui si era entrati: il Governo non si abbandona e vediamo che succede quando il Presidente del Senato scioglierà la riserva. All’uscita lo sbalzo di temperatura è forte e c’è chi sussurra accidenti mentre ricomincia a boccheggiare al caldo.

La “svolta” è questa, ed è annoiata e sudaticcia. E c’è chi teme che nemmeno la candidatura di Grasso riuscirà a rinfrescarla.

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