Catania, sul piano di rientro botta e risposta tra Andò e Arcidiacono

Botte da orbi sul piano di riequilibro “ricalibrato” lo scorso venerdì. Il vicepresidente del Consiglio chiede un confronto pubblico

Arcidiacono

CATANIA – Botte da orbi sul piano di riequilibro “ricalibrato” lo scorso venerdì. E’ la sintesi del botta-risposta di queste ore tra l’assessore al Bilancio del Comune di Catania Salvo Andò e il vicepresidente del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono, sul tema del debito cittadino “spalmato” per i prossimi ventisei anni.

Oggetto del contendere la delibera voluta dalla giunta Bianco che permetterà di ripianare il disavanzo di 140 milioni di euro in quote annuali di circa 5 milioni, a partire da quest’anno e fino al 2042. L’atto, approvato con 15 consiglieri favorevoli e 7 astenuti su 22 presenti, dovrebbe consentire di dilazionare i pagamenti liberando ingenti risorse per la città. Una manovra indebita, secondo Arcidiacono, che insieme a una pattuglia di consiglieri aveva contestato in Aula il provvedimento.

Una dura opposizione, sulla quale l’assessore Andò aveva speso parole nette: “Il Piano di riequilibrio presentato da Stancanelli prevedeva di non pagare nulla nei primi tre anni – aveva detto commentando l’approvazione della delibera –  di versare tre milioni di euro nel quarto, ossia quello in corso, e concentrava 137 milioni negli ultimi sei anni, dal 2018 in poi. Oltre venti milioni di euro all’anno, cifra che irrigidirebbe tanto il Bilancio da mortificare i bisogni dei catanesi. Dal dibattito di ieri [venerdì, ndr] però è emerso chiaramente che per alcuni l’interesse politico personale è prevalente su quello di Catania e dei Catanesi”.

Un riferimento preciso ai consiglieri Arcidiacono, Messina e Notarbartolo, che avevano contestato la delibera denunciando la volontà dell’Amministrazione di scaricare il peso dei debiti sulle generazioni future. Un pensiero ribadito sopratutto dal vicepresidente del Consiglio, che in queste ore è tornato a chiedere all’assessore un confronto pubblico sui temi del bilancio e del piano di riequilibrio.

“Forse il sindaco e l’assessore vorrebbero calasse il silenzio assoluto sul fatto che i debiti del Comune sono stati allungati per altri 26 anni e dunque caricati alle future generazioni? – si chiede Arcidiacono in una nota –  L’assessore Andò non si sottragga alla mia richiesta avanzata nei giorni scorsi di confronto pubblico sulle scelte finanziarie della giunta di cui fa parte come doveroso atto di trasparenza nel rapporto coi cittadini che il sindaco Bianco invece notoriamente sfugge, forse perché consapevole delle tante contraddizioni di cui è artefice in questi quattro anni alla guida della città”.

“Intanto invierò le mie osservazioni alla sezione controllo della Corte dei Conti – prosegue il vicepresidente del Consiglio Comunale – anche per verificare l’attendibilità degli organi di garanzia interni che dovrebbero garantire la legittimità dell’operato degli organi del Comune e invece sembrano operare come rappresentanti di tutela a ogni costo degli obiettivi dell’Amministrazione”. Vedremo nei prossimi giorni se e come Andò e la Giunta decideranno di rispondere alla richiesta di confronto di Arcidiacono. La partita sul piano di riequilibrio, insomma, sembra tutt’altro che chiusa. 

Articoli correlati

2

  • Al Vicepresidente Arcidiacono Sebastiano alcuni consigli : 1) Non ti accontentare di sterili slide che affannosamente sta preparando l’ufficio Ragioneria del Comune di Catania ; 2) Non ti accontentare di fare passare inosservata la data di approvazione ( 2.6.2017 ) ; 3) Non ti accontentare di inutili ragionamenti su disavanzi e residui ; 4) Non ti accontentare su come una Presidente del Consiglio interpreta un fantasioso ragionamento giuridico sugli emendamenti respinti ; Ed infine, fai nascere solo un sospetto ai poveri lettori e Catanesi sulle preparazioni giuridiche, amministrative e contabili dei soliti consiglieri che approvano di tutto e di più . Buon lavoro . Carlo Cittadino

  • Ancora sui Consiglieri Comunali, risaputo l’obbligo per i poveri malcapitati della maggioranza che hanno dovuto votare a favore ( un giorno non lontano la Corte dei Conti provvederà su eventuali risarcimenti ) , ma solo sempre un ragionamento non sospettoso …. ” perché sono sempre i soliti consiglieri comunali che restano in aula per garantire il numero legale e che non hanno la consapevolezza e coraggio di votare a favore ? . Ancora sempre buon lavoro . Carlo Cittadino

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *